Il senso dinamico della storia

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…ma per voi qual è il senso della storia?

Credo che la storia non abbia senso. O meglio,credo che la storia non abbia un solo, unico senso. La storia assume il senso che ognuno di noi le conferisce. Ad esempio, per Cicerone “historia magistra vitae”, mentre per Montale “la storia non è magistra di niente che ci riguardi”. Due autori diversi, due pensieri differenti. E differente è il senso che entrambi conferiscono alla storia. Il suo senso è dunque mutevole.

C’è chi sostiene che la storia vada imparata affinché non vengano ripetuti gli errori del passato. In questo caso il senso che viene attribuito è quello didascalico, lo stesso di Cicerone. Un senso, un fine didascalico. Anche il fine che viene attribuito alla storia è, infatti, dinamico. Uno studente svogliato potrebbe infatti dedicarsi alla storia solo per ricevere un voto dall’insegnante. E questa è la prova di un fine squallido, fine a se stesso appunto. Ma il fine di un antico eroe, di un artista, di un moderno politico potrebbe essere quello di entrare nella storia; potrebbe essere quello di venire ricordato, perché la storia illumina le antiche e le nuove gesta, che saranno antiche per i futuri uomini.

Se però pensiamo al termine “storia”, alla parola in sé, ci ricordiamo che è storia anche quella di Cappuccetto rosso (o altro, se preferite), che è storia anche ciò che accade nella nostra giornata, e nell’arco della nostra vita. La storia, però, così come viene intesa, non è la storia dell’uomo. Non racconta, infatti, la giornata di quella persona che si è recata al posto di lavoro, o di quell’altra che ha superato un esame universitario ecc. La storia,così come la conosciamo, è la storia del potere politico, degli stermini di massa…

Ma il senso della storia, questo è mutevole. Siamo noi che le attribuiamo un senso, secondo le nostre differenti prospettive. Dunque il suo senso cambia, e qualcuno riesce addirittura a trasformare i fatti della storia, perfino quelli più documentati e attendibili. False guide turistiche, infatti, illustravano i monumenti romani, camuffando i dati storici. Così la fontana di Trevi diventava un capriccio di Cesare, che l’aveva fortemente voluta, nel corso della storia (e che storia…!).  E se si riesce a mutare così la storia in sé, figurarsi il suo senso! Perché il senso della storia è mutevole…

E La storia, almeno per De Gregori, SIAMO NOI!

LA STORIA
La storia non si snoda
come una catena
di anelli ininterrotta.
In ogni caso
molti anelli non tengono.
La storia non contiene
il prima e il dopo,
nulla che in lei borbotti
a lento fuoco.
La storia non è prodotta
da chi la pensa e neppure
da chi l’ignora. La storia
non si fa strada, si ostina,
detesta il poco a poco, non procede
né recede, si sposta di binario
e la sua direzione
non è nell’orario.
La storia non giustifica
e non deplora,
la storia non è intrinseca
perché è fuori.
La storia non somministra carezze o colpi di frusta.
La storia non è magistra
di niente che ci riguardi. Accorgersene non serve
a farla più vera e più giusta.
La storia non è poi
la devastante ruspa che si dice.
Lascia sottopassaggi, cripte, buche
e nascondigli. C’è chi sopravvive.
La storia è anche benevola: distrugge
quanto più può: se esagerasse, certo
sarebbe meglio, ma la storia è a corto
di notizie, non compie tutte le sue vendette.
La storia gratta il fondo
come una rete a strascico
con qualche strappo e più di un pesce sfugge.
Qualche volta s’incontra l’ectoplasma
d’uno scampato e non sembra particolarmente felice.
Ignora di essere fuori, nessuno glie n’ha parlato.
Gli altri, nel sacco, si credono
più liberi di lui.

E. Montale

…ma per voi qual è il senso della storia?

Studentessa in fuga dalla noia, non è un intellettuale, non è un artista. Ha solo una connessione internet.