Il valore dell’amicizia / 1

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Questo titolo, vuole mettere in evidenza sin da subito che il guardare all’amicizia come valore è la premessa di questo articolo. Partendo da questo presupposto, ripercorriamo un itinerario legato al tema del cambiamento del significato dell’amicizia, a causa del contesto in cui ci si trova oggi; ovvero un contesto in cui spesso i rapporti tra le persone si fermano in superficie e non vanno al di là, fino a raggiungere l’amicizia vera, come dicono alcuni “all’antica”, ma si limitano a condivisioni di stati d’animo o di divertimenti in un’unica piazza, quella dei socialnetwork e, tra questi, Facebook, attualmente il più diffuso in Italia. Sono tanti gli utenti che, ormai da mesi, utilizzano questo socialnetwork e quali sono le motivazioni che si trovano alla radice di un diffuso e massiccio utilizzo di questo strumento come modo prevalente d’intessere amicizie, soprattutto tra i giovani? Tanti compaiono nella “lista” degli “amici”, amano condividere eventi, emozioni, video, testi e foto… ma oltre a questo? C’è la possibilità di scrivere sulla “bacheca” dell’amico. L’avvento di Facebook e delle relazioni che da esso nascono e si sviluppano ci pongono dinanzi all’esigenza di andare alla radice etimologica del termine amicizia e ritornare a riflettere sul valore dell’amicizia a partire dagli albori del pensiero filosofico-esistenziale. Ed ecco che allora, per tornare a comprendere cosa è veramente l’amicizia, e riscoprire questo valore, si può provare a considerare cosa dicevano alcuni autori e filosofi del passato come Aristotele, Cicerone, Platone e altri, e riflessioni più recenti a proposito di C. S. Lewis, hanno scritto molto al riguardo! Ma perché Facebook attrae tanto? Possibile che la comunicazione giovanile avvenga in gran percentuale attraverso questo strumento? Si tratta solo di esibizionismo? Per quale ragione? Alla radice di tutto ciò c’è sicuramente il bisogno di conoscere e farsi conoscere, a cui fa da contropartita il rischio di confondere relazioni superficiali e sporadiche con il nucleo fondante ed irrinunciabile dell’autentica relazione amicale. Facebook è una sfida, perché come tutte le piattaforme di socialnetwork è un potenziale aiuto alle relazioni ma anche una minaccia. La relazione umana non è un gioco e richiede tempo e conoscenza diretta, al contrario l’amicizia nel mondo di Facebook non si alimenta sulla base di una frequentazione continua, non è fatta di serate, discussioni, e reciproche consolazioni. I giovani oggi comunicano poco, e certamente trovano difficile dialogare ed esprimere la loro ricchezza interiore: la giovinezza è tempo di speranze, perché guarda al futuro, e quando si è giovani si nutrono ideali, sogni e progetti; la giovinezza è il tempo in cui maturano scelte decisive per il resto della vita. Magari i socialnetwork sono la maschera che i giovani indossano per esprimere in libertà e senza incontrare pregiudizi ciò che vogliono essere. O forse rendono solo più facile creare un’immagine di sé che sia accettabile da tutti. Apparire significa mostrarsi agli altri e questo vuol dire avere o cercare spettatori, e nel socialnetwork questo è possibile … Un altro rischio? Quello di avere tanti “amici”, ma senza averne nessuno, perchè le relazioni vere, e quindi l’amicizia, vanno un po’ scemando: il tempo per stare con gli altri diminuisce perché si cerca un appagamento nelle relazioni “virtuali”. Per questo è indispensabile una formazione che porti alla socializzazione, a una capacità, che forse oggi deve essere più radicata, ma è quello che serve perché gli interessi che un tempo erano normali oggi non lo sono più, perché c’è Facebook che può portare anche a rimanere a casa il sabato sera e “socializzare” davanti allo schermo.  

Laureato in scienze della comunicazione e si occupa di comunicazione e relazione con i media in vari campi: scrive su Chiesa, giovani, cultura e società. E' formatore al centro Elis, di ragazzi delle scuole superiori. Ama molto stare con i giovani ed è molto appassionato del mondo degli adolescenti.