Immemory come Dory

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Noi ricordiamo a memoria cateto per cateto diviso due, ma che significa la vita?

Alla Ricerca di Dory

Un film di Andrew Stanton, Angus MacLane. Paese: USA; Anno: 2015. Genere: Animazione. Durata: 105. Target: 6+. Uscita:14/09/2016.

Qualche tempo dopo l’avventuroso ritrovamento del piccolo Nemo, il pesciolino Marlin deve aiutare l’amica Dory a ritrovare i propri genitori.

La Dory della Pixar è molto più di un pesciolino blu e giallo con problemi amnesici, o come dice lei stessa, che “soffre di perdita di memoria a breve termine”. E’ un personaggio la cui sbadataggine ha fatto sorridere e la cui inventiva destava piacevole stupore già nel primo pubblico del 2003, che non andavano “alla ricerca” di lei ma del piccolo Nemo. Ora è Dory a ricercare e ad essere ricercata. Sì, ma da chi? Oh, aspetta, aspetta, lo sapeva fino a un attimo fa. Ma certo: dai suoi genitori! E come si chiamavano, dove vivevano, per quale motivo si è separata da loro?

Dory si aggrappa ai vaghi flash di una storia che non ricorda ma che conosce dal profondo. Mentre se ne sta “zitta e nuota”, ci dà miriadi di lezioni non sul mero apprendimento mnemonico, ma sul significato autentico della famiglia, condito di un corollario di sentimenti quali il senso di smarrimento, la solitudine, l’amicizia che diventa casa portatile durante la ricerca di casa, e ovviamente l’avventura, la clausola da accettare in cambio del proprio obiettivo. Dory ci fa sollevare amabilmente le gote con la stessa dolcezza che i suoi avevano nel vederla confusa, ma qualcuno degli spettatori prima o poi si alzerà dalla poltrona chiedendosi: Non siamo forse tutti così? Anzi, siamo il negativo di Dory: mentre il pesce chirurgo si perde dietro tutto tranne l’essenziale, noi ricordiamo a memoria le offerte al supermercato, il pin del cellulare, cateto per cateto diviso due, i testi di qualche canzone, ma che significa la vita? I dati che ci insegnano a memorizzare ci riportano al suo senso? Su quali muri dobbiamo sbattere, fatti di quale cemento, prima di arrivare a comprendere?

Quel piccolo pesce blu non ricorda neanche cosa ricorda, per cui ragiona con il criterio più primitivo e saggio che esista: si guarda intorno. E’ costretto a fare altrettanto il meditabondo Marlin, padre dell’ex protagonista Nemo doppiato per l’Italia da Luca Zingaretti; ansiogeno, calcolatore, eternamente preoccupato di pericoli reali e potenziali, si ritrova a “pensare come Dory”, a spalancare i suoi occhi non sulle paure ma sull’Oceano. Solo in tal modo scopre la catena di azioni che potrebbero regalargli il lieto fine, e rende ciò che lo circonda utile al suo piano.

Pensare come Dory è possedere la sua stessa leggerezza, imbattersi nella quotidianità con rinnovata meraviglia. Lei, probabilmente perché non le ha stampate in testa, sa che le cose sono immutabili, mentre chi le osserva si plasma davanti ad esse, le cose sono sempre uguali, sono identiche le domande che poniamo per la seconda volta, cambiano i volti straniti di chi ci risponde, è lo stesso ed è vecchio il luogo in cui viviamo, si evolve la gente che ci vive, ma con lentezza, in modo dimentico e ripetitivo, finché finalmente non si imbatte in se stessa.

E ritrovarsi veramente, prendere in mano la propria storia, è il vero ritorno a casa. Se riesci a trovare la strada di casa, spiegarono due misteriosi pesci ad una smemorata figlia, “significa che puoi fare tutto quello che ti viene in mente di fare”.

Una nota a margine: il film in America è stato molto contestato. Dopo il caso di Frozen, anche questo film sembra voler avvicinare i piccoli spettatori alla normalità di una famiglia “arcobaleno”. E’ possibile che ci sia un progetto in questo senso alla Disney-Pixar? di sicuro nel prossimo episodio di Frozen alcuni vorrebbero che Elsa diventasse la prima principessa lesbica. Ha destato quindi sospetto il trailer di Finding Dory perché, in una sequenza che dura pochi secondi, apparirebbe una bambina, i cui genitori sarebbero due donne. Alla Disney tutto tace. Di certo tutti i giornali hanno rilanciato la notizia secondo cui, tra i doppiatori del film, c’è anche Ellen DeGeneres, l’attrice e conduttrice gay americana di talk show più influente in questo momento.

 

Sabrina Sapienza

Scrittrice nel tempo-libro, a tempo perso, nel tempo disperso, nottetempo, in tutti i tempi dell'indicativo, in tempi di gloria, ai tempi del colera e delle mele, ma senza disdegnare l'altra frutta che tinge d'incanto i mercatini del bello e del vero; scrittrice, ad ogni modo, a modo mio.