Imperium

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Tirone, fedele servo e segretario di Cicerone racconta la carriera del suo padrone per raggiungere il consolato. Robert Harris, maestro di intrighi e spy story (è recente la trasposizione cinematografica del suo The ghost writer, con la regia di Roman Polansky), si misura con la storia antica con discreto successo. Gli ultimi anni della Res Publica offrono tutti gli ingredienti necessari per un intreccio intrigante: politici corrotti come Verre e Catilina, ricconi che lavorano dietro le quinte come Crasso, generali che sembrano semidei e invece, visti da vicino, sono pieni di meschinità. E su tutti la figura di Cicerone, homo novus che proviene dalla campagna e punta, con determinazione e con tutta la forza della sua capacità oratoria, alla massima carica dello Stato. Nelle pagine di Imperium rivive un periodo affascinante della storia di Roma antica. Qua e là perle di saggezza oratoria, come l’insegnamento di Molone di Rodi, il maestro di Cicerone, sulla memorizzazione di un discorso (la sua idea era che un fine dicitore non porta mai appunti scritti): un’orazione è come un viaggio immaginario nella casa dove «il primo assunto che vuoi fissare enuncialo e illustralo appena entri, il secondo nell’atrio, e così via, girando per casa come faresti abitualmente, indirizzando ogni parte del tuo discorso non a ogni stanza ma a ogni statua, a ogni alcova. Assicurati che ognuno di questi punti sia ben illuminato, chiaramente definito e abbia qualche peculiarità. In caso contrario girerai barcollando, come un ubriaco che alla fine di una festa va alla ricerca del suo letto». (p. 17)

Certo, il Cicerone che si muove nelle pagine di Harris, che pure ha tutta l’astuzia e la saggezza che i libri di storia e i manuali di letteratura latina ci hanno tramandato, appare forse eccessivamente opportunista: era sì un avvocato di grido e stimato dal popolo, ma… e tutta la sua formazione filosofica? E gli alti ideali del De officiis? Con un po’ d’impegno forse si sarebbe potuto aggiungere qualche riferimento anche a questo aspetto della personalità di Cicerone. Qualche piccola esagerazione potrebbe fare storcere il naso ai puristi delle ricostruzioni storiche: il processo a Verre, per esempio, è un po’ da legal thriller di Hollywood, il trionfo militare di Pompeo un carnevale di Rio. Simpatici i siparietti familiari coi litigi dell’avvocato con la moglie Terenzia e la tenerezza coi figli Tullia e Marco. Nel complesso però l’obiettivo di immergere il lettore negli intrighi e nelle tensioni della vita politica romana è raggiunto. Adesso aspetto di leggere il sequel, intitolato Conspirata (sulla congiura di Catilina).

 

 

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Imperium
Autore: Robert Harris
Genere: Storico
Editore: Mondadori
Età minima consigliata: 16 anni
Pagine: 349
Guido Vassallo

Insegno in una scuola media, ma la cosa che mi piace di più è imparare. Per questo leggo, per questo parlo con la gente e mi stupisco ogni volta dell'infinità dello spirito umano.