Impressioni di settembre

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Settembre è ormai arrivato, e l’estate sembra essere nuovamente lontana. Se si pronuncia “settembre” vengono subito in mente la scuola, il lavoro, le vacanze che sono finite, l’autunno che avanza. E forse, anzi quasi certamente, un senso di malinconia ci rapisce. Eppure settembre, quello stesso mese triste, racchiude in sé un’ondata di immagini, di suoni e di profumi che caratterizzano questo periodo, e che riescono a rendere meravigliosa e dolce anche questa annuale malinconia.

A descrivere settembre, o meglio le impressioni che questo mese trasporta, è stata la Premiata Forneria Marconi, che nel 1971 pubblicò il singolo intitolato proprio “Impressioni di settembre”. Il paesaggio descritto dalla canzone non è sicuramente quello cittadino, ma il colore dell’erba, la nebbia, la rugiada sono le stesse immagini che si mostrano ai nostri occhi se, a settembre, attraversiamo la città e ci ritroviamo fuori da questa, nelle campagne, in cui la natura sta celebrando la fine dell’estate.

In “Impressioni di settembre”, l’immagine dell’estate che cede il passo all’autunno si lega a quella di un uomo che, fondendo se stesso con questo mese, indossa quella stessa natura che sta attraversando, in cerca del sole, in cerca del suo io, mentre pensa a…te.

 

Quante gocce di rugiada intorno a me,

cerco il sole ma non c’è…

Dorme ancora la campagna, forse no,

è sveglia, mi guarda, non so.

Già l’odore della terra odor di grano,

sale adagio verso me.

e la vita nel mio petto batte piano,

respiro la nebbia e penso a te.

Quanto verde tutto intorno ancor piú in là,

sembra quasi un mare l’erba,

e leggero il mio pensiero vola e va

ho quasi paura che si perda…

Un cavallo tende il collo verso il prato

resta fermo come me:

faccio un passo, lui mi vede, è già

fuggito…

Respiro la nebbia e penso a te.

No, cosa sono adesso non lo so

sono un uomo, un uomo in cerca di sé stesso

no, cosa sono adesso non lo so

sono solo, solo il suono del mio passo…

Ma intanto il sole tra la nebbia filtra già:

il giorno come sempre sarà.

 

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Studentessa in fuga dalla noia, non è un intellettuale, non è un artista. Ha solo una connessione internet.