In arrivo la “pillola” per gli uomini

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Maschi, ora tocca a noi: decenni dopo la “pillola” per le donne, potrebbe arrivare quella per uomini.  L’ipotesi – che personalmente trovo abbastanza inquietante – potrebbe concretizzarsi come conseguenza di alcune recenti scoperte in merito alle mutazioni del gene RABL2, proteina che influendo sulla lunghezza delle code degli spermatozoi avrebbe un ruolo chiave nella sterilità maschile [1]. Ad inquietarmi, specifico, non è tanto il coinvolgimento attivo del sesso maschile (scusate, ma il termine “genere” proprio non mi va giù) nella contraccezione, cosa che peraltro già avviene da svariati secoli, bensì la continua ed insistita ricerca di sterilità in una società che sterile lo è già, eccome, e a più livelli: nei valori neutralizzati dal relativismo, nelle istituzioni imbavagliate dal politically correct e pure a letto, come dimostra il fenomeno delle “culle vuote”.

C’è davvero bisogno, allora, di moltiplicare ancora le strategie contraccettive ed abortive, anch’esse crescenti come dimostra la recente commercializzazione di EllaOne, la pillola dei 5 giorni dopo? Ha senso proseguire su questa strada oppure le priorità sono ben altre? All’uomo di oggi – e qui mi rivolgo al pubblico femminile – serve più responsabilità o più libertà di spassarsela senza il “rischio” (oggi i figli sono un rischio) di conseguenze? Non lo so, a me sembra che una “pillola” per uomini farebbe solo gli interessi – a parte di chi la vende, ovvio – di quella variante edonistica della sessualità che Fabrice Hadjadi chiama masturbazione assistita, ossia dell’amore che appaga senza accomunare, che eccita senza unire, che libera l’istinto e deresponsabilizza il piacere. Che lascia ad alcuni maschi la possibilità, contenti loro, di non diventare mai uomini.

E dire che storicamente non è sempre stato così; le cose hanno infatti preso questa piega solo in tempi molto recenti e precisamente da quando, nelle piazze e sui giornali, ci si è iniziati a battere per il libero amore. Con successo, sotto certi punti di vista. Solo che anziché liberare l’Amore ci siamo liberati di lui, rendendolo mediato e sterile, irresponsabile e contraccettivo: dal libero amore alla liberazione dall’Amore, quindi. Certo, un tempo – complice un pudore che, è vero, talvolta sconfinava nel moralismo – si parlava molto meno dell’Amore. Il punto è che lo si faceva meglio e di più; la gente era meno istruita e nulla sapeva di psicologia ma era, anche in questo, molto più concreta. Non come oggi che – direbbe l’Al Capone di Brian De Palma –  siamo tutti chiacchiere e preservativo.

[1] Cfr. Lo J.C.Y – Jamsai D. – O’Connor A.E. – Borg C. – Clark B.J. et al. (2012) RAB-Like 2 Has an Essential Role in Male Fertility, Sperm Intra-Flagellar Transport, and Tail Assembly. «PLoS Genet»; 8(10): e1002969.doi:10.1371/journal.pgen.1002969

Classe '84, sociologo. Sono veneto, ma lavoro a Trento. Appassionato di bioetica, scrivo per alcuni siti e riviste e per tutti quelli che amano e odiano le mie opinioni. Soffro di grafomania ma non ho alcuna intenzione di farmi curare.