In diretta dal nido dell’unico libraio dell’Aquila

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Intervista a Giuliano Cervelli, il libraio-musicista di Polarville, il luogo di cultura più appassionato (e appassionante) d’Abruzzo.

C’era una volta e adesso c’è ancora: l’Aquila non è solo il cantiere vivente che da sette anni a questa parte siamo abituati a immaginare. Le ricostruzioni sono in corso da allora: il centro risorge da poco, la periferia è stata attenzionata maggiormente, ed è lì che la vita si è spostata.
Giuliano Cervelli rappresenta uno di quei tanti aquilani che, in una banalissima e abusata metafora, è “tornato a volare”. La sua libreria, Cafè Polar, che nel 2004 era vicino al Duomo, si è trasferita in periferia nel 2012 col nuovo nome di Polarville; nel 2014 è ritornata in centro, in quella che resta l’attuale sede in via Castello.

 Dal Cafè Polar a Polarville: anche il nuovo nome fa pensare ad uno spazio più globale. Ma il locale adibito alla libreria è molto più piccolo del precedente. Com’è nato in origine il progetto Polar e in cosa ha dovuto modificarsi dopo il terremoto?
Il Caffè Polar nasce dodici anni fa: un’idea del genere era una rarità, fu faticoso spiegare al Comune il progetto  per ottenere le autorizzazioni di inizio attività.

Era un’attività congiunta, per usare un termine tecnico, per farla facile era un luogo che nello stesso spazio ospitava un negozio di dischi, una libreria e una zona caffè, con tavolini e un piccolo palco, nato dall’esigenza, prima personale e poi collettiva, di ospitare titoli che amavamo e che troppo spesso la grande distribuzione “nascondeva”.

La città rispose subito con entusiasmo e tutto ciò di rilevante dal cinema alla musica, dalla letteratura al teatro, passava da noi: lo spazio caffè divenne subito un “Polo” di attrazione culturale fatto di chiacchiere, presentazioni di libri o di cd, discussioni e ospitate importanti da cinecircolo.

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Dopo il sisma del 2009, purtroppo la città è cambiata. Abbiamo perso molte delle vecchie istituzioni culturali che animavano il centro, molti studenti hanno lasciato la città e il turismo si ricorda di noi solo in occasione di grandi eventi, spesso domenicali. Solo ora, lentamente, la città  ricomincia a riappropriarsi del centro storico.
Oggi Polarville cerca di mantenere vivo il carattere del vecchio Caffè Polar.  Abbiamo deciso di puntare sulla posizione (strategica, perché in centro ma di fronte ad un parco frequentato, con tanto di Auditorium disegnato da Renzo Piano), tralasciando i metri quadri e rinunciando al caffè.

Ma lo spazio esiguo non ci impedisce di continuare nella strada intrapresa nel 2004: mostre, presentazioni e incontri sono all’ordine del giorno….uno o due eventi settimanali, che ospitiamo con fatica (smontiamo il locale in pochi minuti, ospitiamo il pubblico e rimontiamo il tutto a fine serata) ma con grande passione.

Per i concerti invece, ci appoggiamo a locali più grandi, situati fuori il centro storico.

 

Ma il Giuliano Cervelli libraio è anche bassista della band Link Pretara and the Rudimentals e uno dei primi scopritori dei The National: il campo della musica è fuso con quello letterario in libreria. Ma nel libraio in che proporzioni convivono questi due mondi?
Ci siamo creati un mondo intorno fatto delle nostre (uso il plurale perché l’apporto dei frequentatori è importantissimo) passioni: Musica+Cinema +Letteratura+ArtiVisive in egual misura. Io mi sono diplomato in una scuola di cinema, suono da oltre quindici anni in una band e leggere è la cosa che alterno alle passeggiate con il cane, quando sono fuori da Polarville. E’ chiaro che un’attività come la nostra è molto impegnativa, ti da molte soddisfazioni ma ti lascia poco tempo libero.

La band ormai, anche per colpa dell’età, fa delle apparizioni occasionali legate ad eventi importanti. I live invece ce li organizziamo da soli “sotto casa”. Insieme ai NovenoveCityRockers  ospitiamo ogni anno molti gruppi internazionali di passaggio in Italia.

 

Immagina di fare uno spot pubblicitario al tuo mestiere: cosa ne elogeresti?
Tanta bella gente tutt’intorno, persone ancora in cerca di storie per piangere, per ridere, per crescere, per rimanere bambini! E tanta, tanta musica che non basta mai!

La libreria Polarville a L'Aquila (Il Post)

 

In un’intervista a news-town hai detto che “Più che coraggio ci vuole passione”. Nella battaglia tra lavoro e passione pensi possa esserci anche per i giovani d’oggi un armistizio, un compromesso?
Poter fare un lavoro che piace è un super lusso, ed è inutile che spenda parole per chiarire di quale ricchezza stiamo parlando. La passione, la curiosità, invece sono fondamentali per farlo bene, sono utili per un continuo confronto e crescita.

In libreria ogni giorno dispenso consigli, ma a sera, quando torno a casa, sono sempre super carico di nuovi stimoli. Oggi purtroppo la situazione economica il più delle volte non consente scelte. Il coraggio è necessario per il primo passo ma la passione è obbligatoria per continuare a camminare.

 

Continuare a camminare: rialzarsi e rinascere.  Tornando all’Aquila: cosa non condividi dell’immagine che la tua città mostra all’immaginario italiano e del mondo? Da cittadino, cosa noti oltre essa?
L’Importante è una conoscenza diretta non mediata! Ascoltare esperienze, fare domande, guardare con i propri occhi.
Organizzare concerti o portare scrittori in una piccola libreria ubicata in un centro storico disabitato, crea questi scambi, la quella conoscenza diretta che serve per raccontare e testimoniare. Noi, nel nostro piccolo, siamo orgogliosi di creare motivi d’incontro.

 

Qual è il libro preferito del libraio dell’Aquila? Cosa cerca tra le pagine?
Amo le storie e soprattutto amo le storie da leggere perché decido io i tempi. I libri ben scritti fanno emergere personaggi, luoghi e situazioni che ti rimangono dentro e ti accompagneranno per tutta la vita.

I grandi scrittori poi, hanno bisogno di grandi lettori…e questo strano contratto che si stipula con la narrativa per me è unico e magico! Ho tanti libri che adoro, chi per un verso chi per un altro, è una  lista in continuo aggiornamento, quindi mi risulta  impossibile citare dei titoli. Ti svelo invece un regista che amo, si chiama Jean Pierre Melville, è il maestro del “Polar”…il noir francese.

Mi ha fatto sorridere sapere che oltre alla tua bottega ci sono in zona un fruttivendolo, qualche bar e locale e un negozio per bambini: ho capito quanto credi che libri e musica siano beni di prima necessità.

Sabrina Sapienza

Scrittrice nel tempo-libro, a tempo perso, nel tempo disperso, nottetempo, in tutti i tempi dell'indicativo, in tempi di gloria, ai tempi del colera e delle mele, ma senza disdegnare l'altra frutta che tinge d'incanto i mercatini del bello e del vero; scrittrice, ad ogni modo, a modo mio.