In the Heart of the Sea – Le origini di Moby Dick

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Un film di Ron Howard. Con Chris Hemsworth, Cillian Murphy, Ben Whishaw, Tom Holland.
Paese: USA. Anno: 2015. Sceneggiatura: Charles Leavitt. Produzione: Cott Productions-Enelmar Productions-Enelmar Production in co-produzione con Roth Films Sprin Creek, Imagine Entertainment Production. Durata: 121’. Uscita: 03712/2015. Target: 14+.

Il romanziere Herman Melville interroga l’ultimo sopravvissuto del naufragio della baleniera Essex. Dal suo drammatico racconto nascerà Moby Dick…

Ron Howard, resistendo alla tentazione di proporre sul grande schermo un grande classico, ne racconta il prologo, liberamente ispirato al libro di Nathaniel Philbrick, Heart of the Sea.
Dopo un incipit tempestoso prende il via, l’intrepido viaggio della balenieria Essex in balìa di alcuni trafficanti che in nome del dio danaro, vorrebbero alterare la verità dei fatti: nel 1821 la nave affondò perché attaccata da una gigantesca balena. Questa notizia ispirò Melville nello scrivere Moby Dick. Nel libro, però, solo parte della storia è stata raccontata. Howard decide così, di raccontare quello che è accaduto dopo il naufragio. Quello che è successo con i superstiti, collocati in tre scialuppe per novanta giorni in balìa delle onde e di sé stessi.
Il film di Howard prende fin da subito le distanze dai precedenti adattamenti di Moby Dick, mantenendo soltanto il racconto e il punto di vista del mozzo Nickerson, l’ultimo imbarcato. Di fatto poi il protagonista è il primo ufficiale della baleniera Essex, interpretato da Chris Hemsworth, a cui Charles Pollard, orgoglioso erede di una famiglia di armatori gli ruba il comando. Il difficile rapporto tra i due e le loro rivalità a bordo rappresentano il cuore del racconto del film, che si avvia verso la parabola morale sul rapporto tra uomo e natura: quella della dominazione assoluta da parte dell’uomo e quella del rispetto per il creato, impersonata dal nostro eroe e protagonista.

A questa nobile tematica si intrecciano confusamente altri temi: lo sfruttamento dell’olio di balena e quello delle risorse naturali, il senso di colpa dei naufraghi che sembrano perdere di vista il confine della dignità umana a causa di alcuni atti di cannibalismo. Con questo peso nel cuore i superstiti dovranno convivere e sopravvivere, mentre la caccia alla balena continua. Su tutti, infatti, domina lei, la gigantesca balena bianca che distrugge tutto e tutti secondo il copione di tutti i film marinari.

Il risultato è un film spettacolare, ma che non insegna nulla allo spettatore perché non propone una seria e autentica riflessione sui temi proposti. Molto bravo Ben Wishaw, nei panni di Melville, che con la sua penna firma un’avventura che fa fatica ad allontanarsi dalla leggenda che conosciamo fin da piccoli. Una delle più grandi storie mai narrate.

 

Giornalista. Membro della Direzione e Responsabile della sezione Cinema e TV.Scrive anche per Cronachedigusto.it, FoodieDrivers.it, Geapress - Agenzia di Stampa. Vincitrice della Borsa di Studio Norman Zarcone, assegnata dall'Ordine Giornalisti Sicilia