In time

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Un film di Andrew Niccol. Con Justin Timberlake, Amanda Seyfried, Cillian Murphy, Vincent Kartheiser, Olivia Wilde, Matt Bomer, Alex Pettyfer, Johnny Galecki. Sceneggiatura: Andrew Niccol. Produzione: New Regency Pictures, Strike Entertainment. Distribuzione: Medusa. Paese: USA 2011. Durata: 109’ Uscita: 17/02/2012

Il giovane Will vive nel ghetto insieme alla madre e ogni giorno, in una società futura indefinita dove il tempo è letteralmente denaro, cerca di guadagnarsi il tempo necessario per vivere alla giornata. Ma una sera la sua vita viene stravolta: Hamilton, un uomo ricco, gli regala quasi tutto il suo tempo, e finalmente si lascia morire, stanco della sua lunga vita immortale. Will si ritrova così con più di un secolo di tempo, può aiutare finalmente i suoi amici, regalando loro qualche anno di vita, e soprattutto la madre. Le cose però non vanno come previsto …

In una società futura non ben precisata il sogno dell’eterna giovinezza è stato realizzato: si cresce fino all’età di venticinque anni, poi si smette di invecchiare e non resta che festeggiare ogni anno l’ennesimo venticinquesimo compleanno, sempre che si possieda abbastanza tempo per arrivarci vivi. Sì, perché si nasce con un timer incorporato sul braccio che scandisce ogni singolo secondo che resta da vivere. Nella poverissima zona 12, denominata il ghetto, la vita è una vera corsa contro il tempo nella continua ricerca di guadagnarsi un po’ di minuti in più per continuare a vivere; ogni minuto è davvero prezioso, perché significa vita, ma è anche denaro nel vero senso della parola. Il denaro infatti in questa società non esiste più, la moneta di scambio è proprio il tempo, che permette di comprare i beni di prima necessità o, se si è abbastanza ricchi, di vivere nel lusso e in eterno. Per le persone di Dayton come il giovane Will Salas (Justin Timberlake) e sua madre è un continuo spendere tempo per vivere e guadagnare per sopravvivere, rischiando ogni giorno che si azzeri il tempo e si muoia. La situazione sembra peggiorare sempre più per gli abitanti del ghetto, che non riescono a far fronte al continuo aumento dei prezzi e all’aumentato costo della vita. I morti per il tempo esaurito aumentano ogni giorno di più. Un’evidente allusione all’attuale crisi economica? In questo contesto si svolge la narrazione, piuttosto lineare, degli eventi. Una sera Will si reca al bar del ghetto dove trova stranamente un uomo che ha a sua disposizione molto tempo, Henry Hamilton, e che diventa subito preda dei Minutemen, una banda di ladri del tempo. Will riesce a salvare Henry e quest’ultimo durante il sonno gli regala circa un secolo, lasciandogli il consiglio di non sprecare il suo tempo, tenendo per sé solo il tempo di lasciarsi finalmente morire, avendo vissuto abbastanza, più del dovuto. Svegliatosi, Will si rende conto dell’enorme regalo e cercando di non farsi scoprire dai Minutemen regala all’amico Borel nove anni, per poi recarsi contento dalla madre e condividere con lei questa grande fortuna. Purtroppo però non fa in tempo a raggiungerla per ricaricarle il suo orologio vitale, che si azzera proprio un attimo prima di toccarsi. Da questo tragico evento si scatena ancor di più in lui la voglia di giustizia e decide perciò di recarsi nella zona 1- New Greenwich – la più ricca, per raggiungere la quale è necessario pagare pesanti pedaggi in tempo. Qui la mancanza di tempo non è più un problema, le persone potrebbero anche vivere in eterno e camminano scortati per la paura di essere derubati e così morire.

A New Greenwich nessuno guarda continuamente l’orologio vitale, ci si muove lentamente, si fa tutto con calma ed è così che viene notato Will, abituato invece ad andare di fretta, dalla giovane Sylvia (Amanda Seyfried), figlia del miliardario Philippe Weis. Al casinò Will conosce il padre di Silvia, al quale riesce a sottrarre diversi secoli. Proprio il signor Weis ha modo di esprimere l’idea che sta alla base del sistema: per il benessere di pochi immortali la maggioranza deve morire. Non possono vivere tutti in eterno, non ci sarebbe abbastanza spazio sulla Terra: è la legge del più forte. “Ma la verità è che ce ne sarebbe per tutti. Nessuno deve morire prima del tempo!”: è questa, invece, l’idea di fondo che spinge il nostro eroe a ribellarsi e a provare a cambiare il sistema. Braccato dai guardiani del tempo che lo accusano dell’omicidio del ricco Hamilton e costretto a prendere in ostaggio Sylvia – la bella ragazza ricca e viziata dai capelli rossi a caschetto e dagli occhioni dai tratti quasi da fumetto giapponese – il giovane Will è costretto a fuggire.

Il corso degli eventi porterà i due, che si erano piaciuti sin da subito ad allearsi contro il sistema, a partire dal padre di Sylvia, al quale appartengono le più importanti banche, e i controllori del sistema, i guardiani del tempo, capeggiati da Raymond Leon (Cillian Murphy), forse il personaggio più interessante della storia: l’ex abitante del ghetto che al contrario di Will, si mette al servizio del sistema ingiusto. Sylvia scoprirà cosa vuol dire vivere con la paura di non arrivare vivi a fine giornata, cosa significa condividere il tempo con qualcuno, apprezzerà forse il vero valore del tempo e della vita, tanto da rinfacciare al padre di possedere sì miliardi di anni a disposizione, una vita eterna quindi, ma di non avere mai vissuto veramente. Will e Sylvia inizieranno a rapinare le banche del tempo improvvisandosi nuovi Robin Hood. Ma basterà questo ad eliminare davvero le disuguaglianze e riportare la felicità?

Di questo film non è forse la storia in sé ad incuriosire, una storia già vista, di “eroi” che rubano ai ricchi per dare ai poveri e fare così un po’ di giustizia, bensì l’idea di una società in cui anche il caffè si paga in minuti e dove tutti mantengono sempre l’aspetto di giovani venticinquenni. Non è nemmeno la critica sociale, con chiare allusioni all’attuale situazione economico-sociale, a far riflettere lo spettatore, appunto perché le allegorie son fin troppo evidenti e a volte banali, tanto da fare soltanto da sfondo agli eventi.

La vera riflessione parte dal vero protagonista del film: il tempo.

Ci abbiamo mai pensato a cosa sia veramente il tempo? Che valore abbia e come lo usiamo? O forse piuttosto lo sprechiamo, senza pensare che quei minuti sono realmente parte di noi, attimi di vita andati perduti? Solo quando le resterà un’ora di tempo, di vita, Sylvia si renderà conto di quanto valga il tempo, che non è solo un bene da accumulare e spendere al pari dei nostri soldi, ma è molto più importante: è il bene più prezioso che possediamo. E’ vita. In questa società del futuro il tempo prende finalmente forma: si può addirittura contenerlo nelle banche, è la cosa più preziosa che si possiede e che si può donare. I minuti sono davvero attimi di vita. Un tempo così concepito, così concreto e meno astratto del nostro, allora ecco che può diventare la vera moneta di una società basata – ancor più evidentemente della nostra – sul tempo, più importante del denaro. A cosa serve il denaro, ci chiediamo, se non hai tempo sufficiente per vivere?

Ma d’altro canto, paradossalmente, i ricchi immortali in realtà non vivono, il desiderio di immortalità ed eterna giovinezza ha fatto perdere loro il vero senso della vita e, pur possedendo milioni di anni, in fondo sono infelici ed insoddisfatti, tanti burattini sempre uguali, sempre giovani, che vivono scortati nella paura di essere derubati ed uccisi. Qual è il senso di una vita da immortali, dove il tempo è talmente dilatato da non comprenderne più il vero valore? La concezione del tempo degli “immortali” è solo materiale. Il tempo è denaro, nel vero senso della parola, da accumulare o spendere per comprare beni di lusso o per giocare al casinò. Queste persone, tuttavia, non conoscono il significato della vera condivisione del tempo con qualcun altro. Per gli abitanti del ghetto, perennemente a corto di minuti, invece, condividere il tempo significa regalare davvero una parte di sé. Essi riescono ad instaurare quel legame intimo tra persone per cui il donare il proprio tempo prende materialità in una vera e propria trasfusione di ore, minuti, secondi da braccio a braccio, da orologio vitale all’altro. E’ un legame davvero forte, quello che lega Will alla madre e agli amici. Il valore del tempo dedicato alle persone care è il dono più grande che possiamo fare alle persone amate: un dono palesemente visibile sul timer al braccio perché quei frammenti della nostra esistenza che ogni giorno dedichiamo a qualcuno, sono – in realtà – attimi di vita letteralmente regalati a chi si vuole bene.

 

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Rossella Rumore

Apparentemente distratta ma attenta e curiosa, con picchi di pignoleria - da far rimpiangere la Rossella assai disordinata e sbadata - soprattutto quando si tratta di chiamare le cose con il loro nome, senza se e senza ma... Amo scoprire le sorprese della vita e il mondo a poco a poco… Il mio motto preferito è quello dei ragazzi de La Rosa Bianca: "uno spirito forte, un cuore tenero"