Intervista a Dante

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Grazie ad una macchina del tempo siamo riuscite ad andare indietro negli anni per poter intervistare uno dei più grandi poeti di tutti i tempi: Dante Alighieri.

Salve sig. Alighieri, grazie per aver accettato di partecipare alla nostra intervista.
Salve, si figuri, per me è un piacere essere a contatto con persone che mi stimano, perché se mi avete invitato a rilasciare un’intervista vuol dire che mi stimate, non è vero?

Certo che la stimiamo, anzi volevo chiederle, se non ha niente in contrario, di darle del “tu”, perché ho studiato così tanto le sue opere che mi sembra di conoscerla da sempre.
Certo, figurati, per me è un piacere sentire che le mie opere vengano ancora studiate e soprattutto ammirate.

Bene: mi sono sempre chiesta come hai fatto a cadere nella selva oscura. Non mi riferisco al periodo di traviamento che sostieni ti abbia condotto nella strada oscura del peccato; io vorrei sapere se hai scritto la Comedìa in seguito all’assunzione di alcool o sostanze stupefacenti.
Preferirei non rispondere a questa domanda, vi dico soltanto che non ricordo le ore precedenti alla composizione della prima bozza dell’opera e ad un tratto mi sono ritrovato in mano il racconto di uno strano ma affascinante viaggio nell’aldilà.

Durante la stesura dell’opera ti aspettavi che sarebbe diventata il testo base per la letteratura italiana di tutti i tempi?
Be’ ovviamente! Chi scrive si rende conto di ciò che scrive, e io ero certo che stavo componendo una delle opere più grandiose di tutti i tempi. E poi, diciamoci la verità, non tutti sono in grado di calarsi nei panni di un pellegrino che compie un viaggio nell’oltretomba per ottenere la salvezza eterna. Io ci sono riuscito, come si dice… la classe non è acqua! Ma soprattutto non a tutti è concesso il permesso di fare un viaggio simile e perciò mi sento in dovere di ringraziare Beatrice che, essendosi innamorata di me si è preoccupata, non appena mi ha visto scivolare sempre più in basso.

Che cosa hai pensato durante il pellegrinaggio nei tre regni?
In realtà il mio unico pensiero fisso era Beatrice. Io non sapevo che lei avesse invitato Virgilio ad accompagnarmi durante questo viaggio, ma in cuor mio lo speravo. Della fede non mi importava molto, tanto che ho accusato parecchie volte il Papa e lo Stato della Chiesa. Per quanto riguarda i tre regni: nell’Inferno il terrore ha preso il sopravvento, nel Purgatorio è emersa in particolare la mia voglia di attirare l’attenzione e del Paradiso posso dire che non vi era nulla di particolare al di fuori di Beatrice.

Un’ultima domanda: in ogni sesto canto dei tre regni ti sei occupato di un tema politico. Cosa ne pensi dell’attuale situazione dell’Italia?
Trovo l’Italia di oggi molto simile a quella dei miei tempi, per questo ti rispondo con dei versi del sesto canto del Purgatorio: “Ahi serva Italia di dolore ostello nave sanza nocchiere in gran tempesta non donna di province ma bordello.”

E con questa splendida frase concludiamo. Grazie per la partecipazione.
Un grazie a te e a tutti i miei fans.

 

Articolo scritto da Valeria Portelli

 

 

 

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