Io e Beethoven

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Un film di Agnieszka Holland. Con Ed Harris, Diane Kruger, Matthew Goode, Ralph Riach, Joe Anderson, Bill Stewart Titolo originaleCopying Beethoven. Drammatico, Durata 104 min. – USA, Germania 2006

Ci troviamo a Vienna, nel 1824, pochi giorni prima del debutto della Nona di Beethoven, e pochi anni prima della morte dell’artista pazzo e sordo, la giovane studentessa di musica nonché aspirante compositrice Anna Holtz viene assunta dal grande maestro come copista: frenata dal timore reverenziale che nutre nei suoi confronti, la ragazza inizialmente si trova in difficoltà con Beethoven, non sa come avvicinarlo, ma nel giro di poco tempo fra i due nasce un profondo rapporto di complicità e contrasti. I due diventano indispensabili l’uno all’altra, come succede nella maggior parte di questi casi. Anna aiuta il maestro a dirigere il debutto trionfale della sua “Nona”, mentre lui comincia a supervisionare le composizioni della ragazza, consigliandola e riprendendola come un insegnante brusco ma tutto sommato sensibile, e capace con le donne. I due rimarranno insieme anche nel momento peggiore, quando Beethoven, troppo innovativo con le sue ultime creazioni, rimarrà solo e incompreso…

Un rapporto immaginario

E’ chiaro che si tratta di una ricostruzione immaginaria di quanto successe al grande compositore nel periodo precedente la sua morte: il personaggio di Anna Holtz, infatti, è frutto di invenzione, e riunisce in sé il ruolo di alcune figure realmente esisitite (è accertato, ad esempio, che una donna aiutò Beethoven a ricevere l’ovazione del pubblico dopo l’esecuzione della Nona).
Ad ogni modo il film ruota tutto intorno al rapporto simbiotico fra Anna e Beethoven, secondo i canoni tipici del confronto/scontro fra allievo e maestro che pare assorbire la vita di entrambi: Anna a causa di questo rapporto vede sgretolarsi le sue relazioni familiari e sentimentali, mentre l’uomo, già tormentato e solo, non può far altro che aggrapparsi a lei.

 

Laureato in scienze della comunicazione e si occupa di comunicazione e relazione con i media in vari campi: scrive su Chiesa, giovani, cultura e società. E' formatore al centro Elis, di ragazzi delle scuole superiori. Ama molto stare con i giovani ed è molto appassionato del mondo degli adolescenti.