Io, protagonista consapevole / 1

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Il progresso tecnico-scientifico degli ultimi 50 anni ha permesso a coloro che si trovano ai vertici del potere politico, economico e sociale di esercitare un controllo quasi totale sulle masse, attraverso i mezzi di comunicazione e di informazione, ed in particolare su noi giovani, sempre più bombardati da concetti e pensieri di terzi e che facciamo molto spesso nostri senza conoscerne il reale significato intrinseco. In tal modo diventiamo mere marionette facili da maneggiare, artefatti, comparse inconsapevoli di un film, la nostra vita, di cui non conosciamo e non vogliamo conoscere la sceneggiatura e soprattutto il finale. Ma che cosa determina questa nostra costante perdita di coscienza?   I RAGAZZI E LA TECNOLOGIA Al giorno d’oggi non mi è più inusuale scorgere, anche tra i giovanissimi, alcuni ragazzi in possesso di apparati elettronici (cellulari, i-pod, computer ecc…) che sono, considerata la nostra giovane età e l’uso che ne possiamo fare, a dir poco dannosi e non solo per le “famigerate” radiazioni che vengono emanate da questi ritrovati della tecnica (argomento di cui ogni madre si avvale nei confronti del proprio figlio per persuaderlo a cessarne l’utilizzo), ma soprattutto perché determinano il progressivo e costante distacco dalla realtà di coloro che ne fanno uso. Ormai chi tra gli adolescenti passeggia per le strade della propria città privo di cuffie nelle orecchie e cellulare all’ultima moda in mano? Tale comportamento porta inevitabilmente ad una sorta di oblio, di dimenticanza di ciò che accade, non solo intorno, ma anche e soprattutto dentro di noi, dove i nostri sentimenti, le nostre emozioni, ma soprattutto la meravigliosa ed innata capacità di ragionare, vengono perpetuamente soffocate, col rischio concreto di esserne completamente privati. Tutto ormai sembra avviarsi nella direzione già prospettata dal noto autore di romanzi di fantascienza Ray Bradbury, che in “Fahrenheit 451” mostra una società futuristica,  in cui all’uomo è stata negata la possibilità di ragionare per conto proprio, poiché ormai privo dei libri, capaci di far viaggiare con le loro parole la fantasia, e continuamente intrattenuto dalla “famiglia”, questa sorta di televisione interattiva che non dà mai tregua a chi la segue. Inevitabilmente si giunge, in seguito a numerosi momenti della giornata trascorsi in uno stato di quasi totale incoscienza ( o se preferite semi-coscienza) a ricercare, nei pochi attimi disponibili, emozioni, sentimenti sempre più coinvolgenti e forti che ci permettano di sentirci, anche solo per un breve istante, realmente vivi. LA FORZA DEL CUORE snoopy1.jpgQuanti film, fiction e libri in grado di suscitare emozioni e colpire l’animo di noi giovani, sono stati trasmessi o pubblicati negli ultimi anni? Perfino i membri del mondo dello spettacolo e della letteratura percepiscono questo terribile desiderio della nostra generazione e di quelle che stanno maturando, questa fame di “adrenalina” che ci contraddistingue. Questo dominio del cuore sulla ragione spinge molto spesso noi ragazzi a compiere gesta ritenute pericolose dai più, ma che in realtà rappresentano un tentativo di dimostrarsi straordinari, di elevarsi al di sopra della massa, di essere ricordati per ciò che abbiamo posto in atto: a volte però tale ambizione invece di stimolare ad impegnarci, a darci da fare affinchè essa risulti positiva non solo per la nostra formazione umana, ma anche per quella di coloro che ci stanno vicino, finisce per divenire una mera fuga dalla realtà, accompagnata nella maggior parte dei casi da egoismo, da narcisismo o da una profonda quanto effimera ed illusoria sensazione di solitudine o vuoto. E purtroppo si finisce per ricercare (a causa anche della rassegnazione) un appagamento in relazioni affettive superficiali, fondate sulla forza delle emozioni che ci trasportano senza che ce ne si renda realmente conto, e che “ovattano” la capacità di elaborare pensieri e concetti per conto proprio. (Continua…) Continuate a seguire gli articoli di Cogitoetvolo, tra pochissimo sarà online la seconda e ultima parte dell’articolo.