Isis: che senso ha cancellare la Storia?

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Partiamo dal presupposto che l’Isis non mi sia mai andata a genio, eufemisticamente parlando. Ciononostante sono riuscita a evitare di cadere nei due tipi di estremismo che dilagano oggi: da un lato il razzismo di chi estende in modo totalmente irrazionale le caratteristiche dell’Isis a tutto il mondo islamico, dall’altro il panico di chi, impressionato dai video e dalle minacce dei militanti, dichiara che “non prenderà mai più la metro” o “non farà mai più un viaggio a Roma” né “andrà a vedere l’Expo”.

Tuttavia, pur mantenendomi distante da reazioni esagerate, è impossibile non rimanere scottati dall’escalation di azioni crudeli e meschine di cui i militanti dell’Isis si macchiano giorno dopo giorno.

Come se le violenze fisiche e psicologiche sulle persone non bastassero, adesso hanno cominciato ad attaccare anche la Storia, i monumenti che conservano la memoria del percorso dell’uomo nei secoli. Dopo aver distrutto decine di manufatti religiosi e culturali nel museo di Mosul (Iraq) e aver incendiato migliaia di libri rari e manoscritti nella Biblioteca della stessa città, la furia degli uomini del califfo Abu Bakr Al Baghdadi li ha portati a radere al suolo con ruspe e martelli l’antica città assira di Nimrud, situata a sudest di Mosul. Poi, non contenti, hanno colpito i resti dell’antica città di Hatra, a circa cento chilometri da Mosul, fondata dalla dinastia seleucide nel III secolo a.C. e dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità. E adesso arriva la minaccia alle piramidi e alla sfinge.

Perciò, pur evitando gli estremismi e gli insulti – talvolta più che meritati – voglio dirlo francamente: quelli dell’Isis vanno fermati perché sono dei pericolosissimi pazzi. In che altro modo potremmo classificare delle persone che uccidono senza pietà e sostengono che “demolire le piramidi e la sfinge sia un dovere, perché simboli dell’idolatria dell’era preislamica”? Queste le parole dell’Imam del Kuwait, Ibrahim al Kindi. Non capisco come possa, nelle loro menti malate, avere senso l’idea che distruggere monumenti antichi “dell’era pre-islamica” possa cancellare completamente quel periodo dalla Storia. Come se decidessimo di distruggere tutte le cattedrali per “dimenticarci” del Medioevo.

San Francesco di Sales aveva scritto che “la conoscenza genera riconoscenza”. Significa che ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo dobbiamo essere riconoscenti a chi ce l’ha insegnata. Perché conoscere è crescere e migliorare, ma dobbiamo essere consapevoli del fatto che non saremmo in grado di farlo da soli. Noi uomini del presente dobbiamo essere riconoscenti alle grandi civiltà del passato, poiché da loro abbiamo imparato ciò che sappiamo, da loro abbiamo ereditato le fondamenta su cui si regge il progresso odierno. Gli uomini dell’Isis non hanno capito che anche la loro religione e la loro civiltà sono in debito nei confronti del passato, che non potrebbero esistere senza i popoli che li hanno preceduti. L’azione di distruggere quei reperti antichi sembra l’atto infantile di un bambino che distrugge il vestito della mamma per dimenticare di aver avuto una mamma. Oltre a essere disumano, è anche estremamente stupido.

Questa “lotta” contro l’Isis, che spesso giornali e tg presentano come “la guerra dei mondi”, a me, francamente, sembra sempre di più la battaglia dell’uomo moderno, razionale e maturo, contro l’ottusità dell’uomo medievale, forse addirittura preistorico. Dopotutto, che senso ha cancellare la Storia, se non quello di tornare alla preistoria? Quelli dell’Isis non si accorgono che con le loro azioni e la loro mentalità stanno retrocedendo verso quel passato che tentano a tutti i costi di distruggere. Vogliono cancellare l’evoluzione dell’uomo, lasciando come unico dato storico e culturale un’ideologia integralista, ottusa e ignorante.

Per questo motivo dobbiamo a tutti i costi difendere il nostro patrimonio culturale, la nostra conoscenza, perché sono quell’insieme di traguardi, storici ed evolutivi, che separano noi uomini moderni dalla loro cieca ignoranza.

Susanna Ciucci

Nata a Milano, laureata in Lettere Moderne e in Media Management, frequento il Master in International Screenwriting and Production all’Università Cattolica. Credo fermamente nel potere delle parole. L'ottimismo e l’inestinguibile voglia di dire la mia mi hanno portato ad aprire un blog “Outside the box. Pensare oltre”. E, dulcis in fundo, ho appena tirato fuori dal cassetto il mio primo libro, DISEGNI TRA LE NUVOLE (L'Erudita, 2016), una raccolta di racconti che vuole tenervi "col naso all'insù".