Italiani di serie B?

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Stiamo sprofondando. Crollano piloni, scuole, strade, ponti e case. Crollano certezze in questa terra tanto stupenda quanto devastata.

Il pessimismo non è mai stato nelle nostre corde. Siamo nati ottimisti e ci battiamo ogni giorno contro polemiche di qualsiasi tipo. Sì, detestiamo opinionisti, polemisti, bacchettoni dell’ultima ora che si piangono addosso senza proporre nulla, magari ipotizzando scenari di complotto che le nostre umili menti non sarebbero neanche in grado di immaginare. Se i salotti Tv e i giornali traboccano di personaggi di questo tipo, è inutile ricordare che è la grande ragnatela del web a imprigionare miliardi di utenti nelle sabbie mobili del qualunquismo, della mediocrità e della superficialità. L’uomo non è mai stato sulla Luna, Elvis non è mai morto, il copilota tedesco della Germanwings è solo un capro espiatorio per mascherare il vero problema del nuovo millennio: le scie chimiche.

E allora proviamo a diradare le nebbie fitte della pseudo-cultura contemporanea, in nome di un utilizzo davvero consapevole di internet, che sia solo l’anticamera di una pratica immersione della gioventù nel mondo vero, quello in carne e ossa. Se il popolo del web restasse tale, nascosto dietro l’anonima tastiera di un altrettanto anonimo notebook, nulla di ciò che scriviamo e pensiamo avrebbe senso. Siamo nati ottimisti e operativi. Pensiamo, vogliamo, ci attiviamo.

Se il pessimismo non è nelle nostre corde, è anche vero che non ci nascondiamo di fronte alla realtà. Non voltiamo le spalle ai problemi, anzi. Permettetemi dunque, da siciliano, un piccolo sfogo.

Stiamo sprofondando. Crollano piloni, scuole, strade, ponti e case. Crollano certezze e sembra stia crollando anche il nostro futuro in questa terra tanto stupenda quanto devastata. Percorrere un centinaio di chilometri non è mai stato così difficile. Tranquilli, in mancanza di autostrade…ci sono i treni! Sì, certo. Dove? Quando? Chi li ha visti? Escludendo qualche carissimo amico innamorato di vetuste littorine antiche di due secoli, chi sogna di salire su un treno in Sicilia (e, in generale, da Napoli in giù) se non per godere di incantevoli paesaggi? No problem, abbiamo i traghetti. Il ponte sullo Stretto, del resto, non lo vogliamo: è pericoloso, costa troppo, c’è la mafia e poi…insomma, siamo un’isola! Fieri di essere isolani, isolati fino alla fine.

Non siamo pessimisti, ma permetteteci di essere tristi per una terra che frana, sprofonda, scompare. Che fare, del resto? Sono incidenti, eventi non prevedibili, circostanze sfortunate. No, non ci crediamo! Chi ha constatato l’esistenza di una “questione meridionale”, se n’è andato da cento anni…cos’è cambiato, in cento anni? Ahi serva Italia, diceva il sommo Poeta, pensando già a un Paese in cui si è bravissimi a cercare i responsabili (meno a sanzionarli), ma in cui non si fa nulla –o quasi- per migliorare, prevenire, costruire.

Non siamo pessimisti, ma permetteteci di essere arrabbiati. Da siciliani. Da italiani.

Fabrizio Margiotta

Chitarra, armonica e poesia mi basterebbero per vivere. Nel mio bagaglio, tuttavia, anche studi in Legge e una passione smisurata per il giornalismo e la scrittura creativa. Fàbregas, Faber, Fafo o Fafà, Jeff Beck, Animae Partus... chiamatemi come volete, ma questa è l'ultima volta che provo a descrivermi.