Jamaal, morire per gli amici cristiani

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Tra i 28 cristiani etiopi uccisi in Libia dall’ISIS c’era anche Jamaal, un musulmano che ha preferito morire insieme all’amico cristiano

In questi giorni si sono susseguite sempre più drammatiche notizie riguardanti i migranti che lasciano le coste dell’Africa per andare verso un futuro incerto e cercare di approdare sulle nostre coste. Conosciamo tutti la terribile vicenda delle centinaia di persone morte in mare durante il recente naufragio nel Canale di Sicilia o la lite tra i migranti di un barcone culminata nell’omicidio di 12 passeggeri di un gommone, buttati in mare e lasciati morire perché cristiani.

Un’altra triste notizia è passata presto in secondo piano ed è la morte di altri migranti, questa volta non in mare ma in Libia, prima di poter partire. Si tratta dell’ uccisione di 28 cristiani etiopi ad opera dell’ISIS. Come altre volte, le vittime della follia jihadista sono state mostrate in un video diffuso dai jihadisti che ha permesso di riconoscere il volto di un musulmano che si è opposto all’orrore e alla violenza dei suoi assassini che come lui si dichiarano musulmani.

Tra le 28 vittime decapitate, inizialmente dichiarate tutte cristiane, c’era pure Jamaal Rahman, anche lui etiope in viaggio verso l’Europa, ma di famiglia musulmana. Aveva un amico cristiano che viaggiava con lui, ed è per quell’amico che è morto, per restargli vicino o forse perché sperava di salvarlo.
La sua presenza è stata confermata da un miliziano degli al Shabab, i fondamentalisti islamici che combattono in Somalia, secondo il quale Jamaal si era convertito al cristianesimo durante il viaggio. Secondo un’altra fonte jihadista, invece, Jamaal si era offerto volontario come ostaggio in mezzo ai cristiani, per stare vicino al suo amico, forse nella speranza che la presenza di un musulmano avrebbe fatto cambiare idea agli esecutori e risparmiato a tutti la vita.

Jamaal è stato ucciso come traditore dello Stato Islamico perché ha preferito non tradire l’amicizia e morire per un amico, una notizia che, nella sua tragicità, riesce ad accendere un bagliore di speranza in mezzo a tanto odio e violenza: se ci saranno più Jamaal e più Mahmoud Al ‘Asali (il docente universitario musulmano che a Mosul si era schierato coi cristiani e che ha per questo pagato con la morte), forse si potrà meglio sconfiggere l’odio e il terrore della violenta jihad islamica.

Rossella Rumore

Apparentemente distratta ma attenta e curiosa, con picchi di pignoleria – da far rimpiangere la Rossella assai disordinata e sbadata – soprattutto quando si tratta di chiamare le cose con il loro nome, senza se e senza ma… Amo scoprire le sorprese della vita e il mondo a poco a poco… Il mio motto preferito è quello dei ragazzi de La Rosa Bianca: “uno spirito forte, un cuore tenero”