Joan of Arcadia

0

What if God was one of us?” Suonano così le prime parole della sigla con cui esordisce ogni puntata del telefilm più votato dagli utenti di Cogito&Volo.

E se Dio si potesse trovare in mezzo a noi?

Non si potevano trovare parole migliori per introdurre un telefilm la cui protagonista, Joan, scopre di avere un grande dono, che molti riterranno follia. Parla con Dio, quotidianamente, incarnato ogni volta in una persona diversa. Un ragazzo incontrato sull’autobus, una bambina in biblioteca, una vecchietta per strada, persino un operatore ecologico, senza distinzione di ceto, sesso o età.

Joan è  una sedicenne come tante altre, un po’ pasticciona, alla scoperta di se stessa, di nuove amicizie, decisa (certo non sempre!), ribelle e pronta ad affermare le proprie idee e la propria autonomia all’interno di una famiglia cui è molto legata (nonostante i normali battibecchi).

Certo non accoglie immediatamente e con entusiasmo l’idea di poter parlare con qualcuno che, senza presupposti plausibili per farlo, sostiene di essere Dio, pretende di entrare nella sua vita, proprio quel Dio sempre tanto lontano dagli uomini, confinato tra le mura isolate dei luoghi di culto. Ma Lui con pazienza continua a cercarla, si fa conoscere e riconoscere ogni qualvolta compare sulla scena, provocando situazioni ironiche, a volte addirittura comiche. Si avvicina poco per volta alla sua vita fino al punto che per Joan il dialogo diverrà indispensabile.

Le conversazioni non si limitano a semplici richieste, che Joan è tenuta ad eseguire per il semplice fatto che la fonte di tale richiesta non è altro che il Creatore, l’Altissimo, un’autorità. Si tratta  invece di veri e propri dialoghi nei quali Joan chiede spiegazioni, chiarimenti, consigli, che certe volte le vengono dati, certe altre  suggeriti attraverso ulteriori domande, più ampie e complesse, spesso incomprensibili.

Questo rapporto stimola continuamente la ragazza al proprio miglioramento, spesso inducendola a compiere azioni che immediatamente appaiono come fallimenti personali, ma non tardano a  rivelarsi grandi imprese che si riflettono nel bene di familiari e amici.

In un bellissimo, nonché significativo dialogo, fulcro dell’intera serie, Dio dice a Joan: “Voglio che tu sia libero, seguendo la tua vera natura. Fidati! Anche se non saprai sempre perché ti chiedo certe cose, anche se non vedrai sempre gli effetti di quello che ti chiedo: persino un catalizzatore piccolo come te, infatti, è capace di scatenare una grande reazione a catena. Vedi, io lavoro attraverso il libero arbitrio di ciascuno, attraverso lo stralcio di realtà che ne nasce, e la lego a quella degli altri, fino in fondo, sempre per il meglio. Stai tranquillo: il meglio è assicurato con me, un bene infinito in un universo infinito”.