CV Talent #3. Joshua Honeycutt Balduzzi e “L’oppure”

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Joshua ci racconta la sua esperienza come Presidente de L’oppure, una realtà giovane e dinamica che vuole raccontare e promuovere il nostro patrimonio artistico, culturale ed enogastronomico.

Amici cogitanti, inauguriamo il 2018 dei CV talent con un nuovo tipo di talento, ancora inedito per questa rubrica ma molto vicino alla nostra realtà. Parliamo di Joshua Giovanni Honeycutt Balduzzi, nato negli USA ma da sempre friulano. Dopo una laurea in Lettere Classiche, studia Filologia Classica presso il Collegio Superiore dell’Università di Bologna ed è determinato a «costruire una nazione, un continente, una comunità che riconoscano il valore della cultura e vi si riconoscano». Per questo oggi è il presidente de L’oppure, «un progetto giovane e dinamico che si pone l’obiettivo di raccontare il patrimonio culturale, storico, artistico ed enogastronomico delle nostre terre».

Come è nato L’oppure? E con quale scopo?
L’oppure è stato fondato da un mio amico, Mattia Carbone, nell’estate 2014. Io ne faccio parte dal settembre 2014. È nato in un certo senso in reazione a uno slogan che caratterizzava il dibattito giovanile a Pordenone all’epoca, cioè #pordenoia. Era assurdo pensare che Pordenone fosse una noia, quando è territorio ricchissimo di cultura, storia, enogastronomia e soprattutto eventi. Magari non c’è la movida che c’è altrove, ma a Pordenone c’è davvero la possibilità di fare qualcosa di culturalmente rilevante quasi ogni giorno dell’anno. L’oppure è nato dicendo: «Pordenone può essere vista come una noia, oppure… no». Noi con L’oppure abbiamo voluto fare narrazione culturale di un territorio, il nostro, quello di Pordenone, ma poi abbiamo permesso anche ad altri, esportando il nostro format, di farlo col loro. Questo format a oggi si chiama Porta L’oppure nella tua città. Basta che ci sia un gruppo di giovani organizzato ed entusiasta e qualsiasi territorio può essere raccontato seguendo le linee che abbiamo definito negli anni.

Un progetto bellissimo. Qual è il tuo ruolo?
Da ottobre sono il presidente de L’oppure, ma sono solo uno dei componenti di un progetto liquido e in continua trasformazione che al momento coinvolge un centinaio di under 30 che fanno riferimento principalmente al Friuli-Venezia Giulia e al Veneto orientale.

Quindi da Pordenone vi siete letteralmente espansi a macchia d’olio. Come gestite un territorio così ampio e come selezionate gli articoli da pubblicare? Siete un sistema bottom-up – i singoli autori propongono le loro idee da pubblicare – o è la redazione ad assegnare gli eventi da recensire?
Un sistema del tutto diverso. Ci sono rubriche, ciascuna delle quali ha un responsabile che gestisce il lavoro in maniera autonoma, seguendo un manuale e le decisioni di un gruppo di coordinamento tra Responsabili. Il tutto avviene in chat su Telegram. Un modello che valorizza le responsabilità e la libertà dei singoli e dei singoli gruppi, con un sistema orientato a risultati ma che lascia assoluta libertà di autorganizzazione, all’interno di alcuni paletti, alle singole rubriche. L’oppure è una bicicletta: moltiplica le forze dei singoli o di piccoli gruppi di singoli, fornendo un modello di lavoro e alcuni strumenti, ma nulla di più.

Avete mai pensato di collaborare con altre associazioni o enti locali?
Lo abbiamo fatto, con enti pubblici e privati e anche con associazioni. Una forma di collaborazione di cui andiamo molto fieri riguarda il mondo della formazione, altro aspetto che mettiamo al centro della nostra azione quotidiana: collaboriamo da anni, anche offrendo percorsi di alternanza scuola-lavoro riguardanti l’educazione digitale, in diverse istituzioni scolastiche. Abbiamo, in particolare, un ottimo rapporto con il Liceo Leopardi-Majorana di Pordenone, il quale ci sostiene ormai da anni e all’interno del quale siamo onorati di fare, nel nostro piccolo, formazione. Altra forma di collaborazione molto proficua è quella riguardante l’organizzazione di eventi.

Dicci di più. Che tipo di eventi avete organizzato e con che risultati? Perché pensiate sia importante questa sinergia tra iniziativa privata e pubblica?
Abbiamo organizzato eventi culturali e di promozione enogastronomica di diversi tipi, con risultati sempre piuttosto buoni. Pensiamo che la sinergia tra la cultura, le produzioni locali – specie in ambito enogastronomico – e i portatori di interesse pubblici e privati sia importante per raccontare e promuovere, anche economicamente, i territori in cui siamo presenti. Con la cultura si mangia, questa è una cosa che pensiamo, dentro e fuori di metafora. E chi partecipa ai nostri eventi, come pubblico, portatore di interesse o anche semplice osservatore, lo vede fattivamente perché cerchiamo di curare ogni dettaglio, organizzativo e culturale.

Avete un target, un pubblico di riferimento con delle caratteristiche definite?
Specifico no. Siamo generalisti quanto a target, specialisti quanto a occhio: adottiamo, infatti, un punto di vista glocal, perché crediamo che sia necessario agire localmente, valorizzando il territorio, ma adottando strumenti e idee globali: non una chiusura nel localismo, dunque, ma il tentativo di proiettare il locale sul globale, valorizzandolo e facendolo conoscere a un pubblico il più ampio possibile.

Avete un sogno, una vision?
Domanda difficilissima! Direi riuscire a promuovere i territori in cui siamo presenti a 360 gradi, creando cultura, movimento di idee e anche movimento economico.

Siete un’associazione no profit o avete una forma di guadagno?
Siamo un’associazione senza scopo di lucro.

Lo immaginavo, quindi cosa dite a tutti quelli che sostengono che i giovani di oggi sono “sdraiati” bamboccioni senza voglia di fare?
Sono solo rumores senum severiorum, per citare Catullo.

Susanna Ciucci

Nata a Milano, laureata in Lettere Moderne e in Media Management, frequento il Master in International Screenwriting and Production all’Università Cattolica. Credo fermamente nel potere delle parole. L'ottimismo e l’inestinguibile voglia di dire la mia mi hanno portato ad aprire un blog “Outside the box. Pensare oltre”. E, dulcis in fundo, ho appena tirato fuori dal cassetto il mio primo libro, DISEGNI TRA LE NUVOLE (L'Erudita, 2016), una raccolta di racconti che vuole tenervi "col naso all'insù".