Kebab in Europa? Il Parlamento UE al voto per vietarlo

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A breve nella sessione plenaria di Strasburgo si voterà per decidere il destino del kebab, il cui consumo potrebbe essere vietato in Europa

Il doner kebab, il panino della cucina turca prediletto da chi ha pochi soldi da spendere e vuole concedersi un pasto ad alto contenuto calorico – a qualunque ora del giorno e della notte -, sta passando un momento molto difficile e rischia di venire vietato in Europa. La settimana prossima la Commissione della Salute del Parlamento Europeo voterà per decidere se mettere al bando uno degli additivi utilizzati per conservare la carne del kebab, e i suoi produttori sono preoccupati perché tale divieto potrebbe decretare la fine di una vera e propria industria, che conta soltanto in Italia migliaia di negozi.

L’inventore del kebab è Mahmut Aygun, emigrato a Berlino all’età di sedici anni. Lì, cercando ispirazione nei pilastri della cucina turca, ha aperto una panineria con l’intento di ideare un cibo che avesse le caratteristiche culinarie della sua terra natale ma che allo stesso tempo potesse essere portato in giro facilmente. Questo perché tipicamente il kebab indica un piatto di carne opportunamente speziata, servita arrostita e accompagnata da riso. L’idea di mettere la carne nel panino tipico mediorientale gli venne proprio guardando il popolo della notte berlinese, che durante le serate alcoliche cercava qualcosa da mangiare. Da qui nacquero poi infinite varianti del panino, finché non venne data la possibilità al cliente di comporsi il proprio. La costante è la presenza del doner kebab, la cui aggiunta del termine doner indica proprio la modalità di preparazione che sfrutta uno spiedo rotante per arrostire la carne.

Ed è proprio in Germania, dove si sfornano circa 3 milioni di kebab ogni giorno, che la notizia ha destato l’allarme delle autorità. Secondo l’europarlamentare Renate Sommer, membro della Cdu, il partito di Angela Merkel, la messa al bando del panino “significherebbe la fine della produzione di doner e porterebbe alla perdita di migliaia di posti di lavoro”. I commercianti turchi sostengono che sia un tentativo deliberato di danneggiare il loro commercio. Ma qual è la ragione che ha portato la Commissione Salute ad avanzare una simile proposta?

L’azione della Commissione Salute arriva in realtà in risposta alla richiesta della Commissione Esecutiva dell’UE che riguarda l’autorizzazione all’utilizzo di polifosfati come additivi per la conservazione di vari tipi di carne, tra cui il montone, l’agnello, il manzo e il vitello. Il veto posto dalla Commissione Salute si basa su studi che correlano l’accumulo di polifosfati nell’organismo a problemi cardiovascolari; tuttavia non sono ben chiari i limiti di concentrazione entro cui tali additivi possano essere utilizzati o meno per conservare le carni. Dal momento che questi additivi vengono usati di routine per conservare meglio la carne del doner una volta congelata, è evidente che tale provvedimento metterebbe in seria difficoltà molte attività.

Solo qualche mese fa lo stesso allarme era scattato perché sotto al mirino della Commissione Salute erano finite le patatine fritte. Le linee guida elaborate per realizzare una frittura più salutare (preceduta da una bollitura) avevano indispettito belgi e francesi, la cui ricetta tradizionale prevede una doppia frittura in grasso animale per renderle ancora più croccanti. Nessuna sanzione ma un po’ di prevenzione, soprattutto visto che i dati dei paesi occidentali mostrano un’incidenza di obesità e diabete in costante aumento negli anni.

Non solo: la principale causa di morte al mondo oggi sono proprio le patologie cardiovascolari e questo non sorprende se pensiamo che l’educazione alimentare del cittadino medio è costruita per sentito dire, a seconda di ciò che i media demonizzano di volta in volta. Se il provvedimento relativo al kebab è volto a regolamentare le procedure di conservazione della carne, visti poi i numerosi scandali di chi nel doner ci metteva proprio di tutto, allora ben venga e che venga esteso anche a tutti quei prodotti a base di carne che arrivano sulle nostre tavole. A partire magari proprio da alcuni hamburger, würstel e salsicce.

Federica La Terza

Ogni riccio è un capriccio, un'idea e una curiosità. Il bisogno di andare oltre la superficie, oltre ciò che appare, mi ha spinto a coltivare a livello accademico il mio interesse per la scienza. Di fronte a tutto ciò che passa sotto la lente di ingrandimento della mia curiosità, cerco sempre di ricordarmi che per trovare risposte bisogna fare le giuste domande.