Kiki – Consegne a domicilio

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Un film di Hayao Miyazaki. Genere: Animazione. Durata: 102’. Produzione: Giappone 1989. Distribuzione: Lucky Red. Uscita:24/04/2013. Target: 11+.

Kiki, una streghetta simpatica e maldestra, parte alla ricerca di una città in cui svolgere il suo anno di apprendistato. In compagnia dell’inseparabile gatto nero parlante Jiji arriva nella città di Koriko dove inizia a guadagnarsi da vivere facendo consegne a domicilio a cavallo della sua scopa. Superate le difficoltà iniziali, la giovane strega, grazie ai suoi poteri magici e alla conoscenza di persone che la fanno sentire a casa, riesce a rendersi indipendente. Ma nella vita, si sa, le sorprese sono sempre dietro l’angolo …

E’ una festa di acquarelli in un mondo pieno di sole e colmo di colori, il film di Hayao Miyazaki, arrivato nelle sale italiane dopo oltre vent’anni e varie traversie di doppiaggio. Il padre fondatore dello Studio Ghibli (così chiamato per il vento caldo del deserto) premiato nel 2005 alla Mostra di Venezia con il Leone d’Oro questa volta ci racconta di una buonissima streghetta di  nome Kiki e del suo apprendistato (in compagnia di uno spassoso gatto di nome Jiji) in una città che ricorda Lisbona con un affaccio strepitoso sul mare. Qui, lontana dagli affetti familiari, dovrà cavarsela da sola con o senza magia. La città in cui arriva è caotica e piena di traffico, ma le persone sono allegre, aperte e disponibili. Kiki trova casa nella soffitta di una panetteria dove si occupa delle consegne a domicilio. In poco tempo la sua vita cambierà arricchendosi di esperienze umane che le daranno tanta felicità e grandi emozioni. Un continuo divenire in cui la sfera del magico verrà consapevolmente relegata ad un ruolo marginale nel percorso totalmente umano della giovane adolescente. Cambierà la vita anche del gatto Jiji che dovrà fingersi un pupazzo ogni volta che un cagnolone si aggira nei dintorni. In un giorno di ordinaria quotidianità, però, accade che un terribile raffreddore sia l’inizio di un qualcosa che non vogliamo raccontare. Qualcosa che ha a che fare con il passaggio alla vita adulta e che da solo vale tutto il film. Un film che riesce ancora a regalare, hanno scritto, quell’atmosfera di rarefatta, metafisica serenità che è pure tocco di Miyazaki e (aggiungiamo) del suo instancabile inno alla vita. Un canto che sta tutto nella caratterizzazione dei personaggi, nell’animazione, negli intermezzi comici, nel modo di raccontare una storia piena di pace interiore e di dettagli incantevoli dal sapore spiccatamente occidentale.

Giornalista. Membro della Direzione e Responsabile della sezione Cinema e TV.Scrive anche per Cronachedigusto.it, FoodieDrivers.it, Geapress - Agenzia di Stampa. Vincitrice della Borsa di Studio Norman Zarcone, assegnata dall'Ordine Giornalisti Sicilia