La battaglia per la piccola Celeste

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La morte di un figlio è sempre dolorosa. Ancor più dolorosa se i genitori sono costretti a sentire che quella piccola creatura non era un bambino, una persona, ma un “prodotto abortivo”, rifiuto ospedaliero.

Sì, perché la piccola Celeste nel 2008 è nata morta prima della ventottesima settimana di gestazione, e, secondo l’interpretazione prevalente della legge, non poteva essere  iscritta nel registro anagrafico delle persone decedute del comune di residenza. Non era una bimba come tutte le altre insomma, non aveva la dignità di persona.  Se invece fosse nata morta dopo la ventottesima settimana,  il Comune di Cittadella (in provincia di Padova) dove risiedono i genitori, non avrebbe negato l’iscrizione della piccola al registro: fino al settimo mese di gestazione si tratta di “prodotto abortivo”,  poi, magicamente, quella stessa creatura riceve la patente di persona e quindi degna di essere trattata come tale.

Dopo lunghe battaglie legali  e lunghi ricorsi al Tribunale di Padova, finalmente, la piccola Celeste è stata riconosciuta quale bambina nata morta (dover ricorrere ai tribunali per far riconoscere l’evidenza, che una bambina è una bambina… No, non è una barzelletta, purtroppo) e quindi, l’8 gennaio, «il Tribunale di Padova, in composizione collegiale con la partecipazione del Pm, ha emesso la sentenza che dispone la formazione tardiva dell’atto di nascita a cura dell’Ufficiale di Stato Civile del comune di Cittadella.»

I genitori di Celeste dopo cinque anni di battaglie legali, nonostante il dolore per la perdita della figlia, hanno ricevuto almeno la consolazione di poterla chiamare “bambina” anche giuridicamente: «Contrariamente a quanto pensa la maggior parte delle persone, per noi un bimbo nato morto deve avere la dignità di ogni altro bambino».

Rossella Rumore

Apparentemente distratta ma attenta e curiosa, con picchi di pignoleria - da far rimpiangere la Rossella assai disordinata e sbadata - soprattutto quando si tratta di chiamare le cose con il loro nome, senza se e senza ma... Amo scoprire le sorprese della vita e il mondo a poco a poco… Il mio motto preferito è quello dei ragazzi de La Rosa Bianca: "uno spirito forte, un cuore tenero"