La Bella e La Bestia

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Un film di Christophe Gan. Con Vincent Cassel, Lèa Seydoux, André Dussollier, Eduardo Noriega. Durata: 110 min. Paese: Francia-Germania. Distribuzione: Notorius, 2014. Uscita: 272\2014. Target: 11+.

E’ tornato nelle sale cinematografiche un classico fiabesco che per generazioni è stato raccontato ai bambini di tutto il mondo come una delle favole della buonanotte.Ispirandosi alla versione del racconto del francese Beaumont, il film con protagonista la giovane Belle, risveglia atmosfere sognanti e paesaggi magici, arricchiti da buffi personaggi ed incantesimi.

Un tempo la giovane ragazza viveva nel lusso insieme ad altri cinque fratelli grazie alle fortune del padre, commerciante di successo, che aveva sempre garantito alla sua famiglia una posizione sociale e una grande ricchezza. Ma la disgrazia investì all’improvviso la famiglia: per colpa di un naufragio il padre perse improvvisamente tutte le sue fortune e fu  ridotto in miseria, costringendolo così a trasferirsi in campagna insieme alla sua famiglia.

Le sorelle maggiori di Belle, avevano affrontato quei giorni difficili e di precarietà economica lamentandosi e lagnandosi degli sfarzi perduti e dell’insopportabile condizione di nobili decaduti. I fratelli, invece, avevano continuato a sperperare quel poco rimasto, mentre solo la più piccola di casa si era arresa alla nuova condizione, coltivando con amore la terra. Un giorno dopo la falsa illusione dovuta alla notizia del recupero di una parte delle ricchezze perse in mare, il padre che si era recato in città, sulla via del ritorno, incontrò una bufera di neve che lo costrinse a rifugiarsi dentro un castello apparentemente abbandonato nel quale trovò oro ed abiti per soddisfare i desideri delle sue figlie più grandi. Si accorse, poi, di un maestoso roseto e decise di prendere una rosa rossa per la sua figlia più piccola. A quel punto una bestia mostruosa  apparve all’improvviso e minacciò il povero uomo: avrebbe ucciso tutta la sua famiglia se non avesse fatto ritorno al castello.

Belle, sentendosi in colpa per l’accaduto, decise di prendere il posto del padre. Fu grazie ad uno specchio magico che durante il sonno  la giovane fanciulla riuscì a scoprire la storia del padrone di quel posto angusto e spaventoso: la Bestia (interpretata da Vincent Cassel) in passato, era stato un principe dell’aspetto bellissimo e pieno di felicità grazie ad un matrimonio d’amore. Ma la sventura si era presto imbattuta su di lui: durante una battuta di caccia colpì il cervo d’oro, la preda che da tempo inseguiva, scoprendo dolorosamente che, però, si trattava in realtà della sua giovane moglie, una ninfa dei boschi. Per quest’azione, un dio malvagio volle punire la sua superbia, trasformandolo in mostro fino al giorno in cui un’altra donna si sarebbe innamorata di lui.

Il resto della storia la conosciamo tutti: la Bestia lentamente comincerà ad avvicinarsi a Belle che si innamorerà di lui.

L’ambientazione del film rievoca, grazie agli effetti speciali e all’utilizzo di costumi sfarzosi, i toni fatati tipici delle favole, lasciando, però spazio anche all’immaginazione che non deve farsi condizionare delle reminiscenze disneyane del racconto che altrimenti potrebbero deludere lo spettatore.

Se per ogni favola che si rispetti, il lieto fine deve essere un must è pur vero che dietro ogni “… e vissero felici e contenti“ c’è sempre una morale più grande. Quello de La Bella e la Bestia è un insegnamento universale e sempre valido per tutti i tempi. Soprattutto quelli di oggi così incentrati sull’apparire. Sappiamo però che in realtà bisognerebbe  riflettere sulle reali qualità di ogni essere umano, che non si trovano dietro le apparenze. Questo male contemporaneo è bene impersonato dalle sorelle di Belle che vivono immerse nel desiderio di essere alla moda. Sognano gioielli e denaro e per tale ragione la condizione di povertà le rende infelici, lasciandole vuote e legate inesorabilmente all’effimero.  La vera bellezza, quella dei sentimenti del cuore, della nobiltà e della grandezza interiore è invece nascosta sotto l’aspetto mostruoso della Bestia. Una vera nobiltà d’animo dimostrata in più occasioni: vegliando il sonno della sua ospite o salvandola da una caduta nel lago ghiacciato.

Morale della favola: è solo apprezzando le nostre più intime fragilità e qualità che l’amore può far breccia nell’anima, perché la bellezza fisica è una stagione della vita destinata a tramontare. Per tale ragione l’amore per essere realmente autentico ha bisogno di radicarsi in profondità, mostrando ai nostri occhi quell’essenziale che troppo spesso rimane invisibile.

Valentina Ragaglia

Classe '91. Dottoressa in lettere moderne. Scrivo su diversi siti e portali online di informazione occupandomi di politica, cultura, attualità. Amo la mia terra, la Sicilia, perfetta sintesi poetica di assonanze ed ossimori. Adoro i gatti, il gelato, acquistare e leggere libri. Il mio motto è: «La bellezza nasce dai limiti, sempre.»