La biblioteca di Papa Francesco

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Se per il nostro corpo è proprio vero quello che affermava Feuerbach che ‘siamo quello che mangiamo’, analogamente per il nostro spirito potrebbe valere il detto ‘siamo quello che leggiamo’.
I libri modellano la nostra fisionomia interiore, nutrono le nostre menti. Dimmi cosa leggi e ti dirò chi sei. Tra i molti modi che ci possono essere per conoscere una persona, la sua sensibilità, la sua storia, una possibilità è entrare nella sua biblioteca, sfogliare i suoi libri, vedere cosa ha sottolineato, le orecchie che ha fatto alle pagine, dove stanno i segnalibri.
Per questo è interessante curiosare nella biblioteca di Jorge Mario Bergoglio e spulciare i suoi interessi. Il Papa è uno che non nasconde le cose che gli piacciono.

«Di Hölderlin voglio ricordare quella lirica per il compleanno di sua nonna che è di grande bellezza e che a me ha fatto tanto bene spiritualmente».
Hölderlin.

«La pazienza cristiana non è quietista o passiva. È la pazienza di san Paolo, che significa farsi carico, prendere la storia sulle proprie spalle. È l’immagine archetipica di Enea che, nell’incendio di Troia, prende suo padre sulle spalle –Et sublato patre montem petivi- prende la sua storia sulle spalle e cammina verso il monte, in cerca del futuro».
Virgilio.

«È curioso. Già guardando il titolo del libro, ancora prima di aprirlo, trovo motivi ispiratori di riflessione sui nuclei centrali della nostra identità di nazione. El gaucho Martín Fierro. Cosa c’entra con noi il gaucho? (…) Per la maggior parte dei nostri giovani e bambini il mondo di Martín Fierro è molto più distante degli scenari mistico-futuristici dei manga giapponesi»-
Hernández.

«L’immagine che ho di Borges è quella di un uomo che rimette le cose a posto, che ordina i libri sugli scaffali come un bibliotecario, qual era. (…) Un agnostico che ogni sera recitava il padrenostro perché lo aveva promesso a sua madre e che è morto con l’assistenza spirituale».
Borges.

«I promessi sposi lo avrò letto quattro volte. E la Divina Commedia anche».
Manzoni. Dante.

E ancora Marechal, De Lubac, Ignazio di Loyola, Dostoevskij e tanti altri.
La biblioteca di Papa Francesco è stata rimessa in ordine da Antonio Spadaro, direttore della rivista Civiltà Cattolica e autore, circa un anno fa, di una interessante intervista al santo Padre. Novello Borges, Spadaro si è preso cura di raccogliere e mettere in ordine in una collana pubblicata dal Corriere della Sera i libri cari a Francesco. Una collana che comprende 20 volumi, eleganti, rilegati e con sovraccoperta. Ogni volume porta la prefazione di uno scrittore o uomo di cultura che non solo conosce l’opera ma è anche in amicizia anche con il Lettore che dà il nome alla collana.

Si comincia l’8 maggio con Tardi ti ho amato di Ethel Mannin. Il 15 sarà la volta di Il padrone del mondo di Robert H. Benson, e così via, secondo un piano consultabile qui.

I Papi leggono. Raccontava Giovanni Paolo II: « Vorrei dire qualcosa sul ruolo della lettura nella mia vita di vescovo. Ho sempre avuto questo dilemma: che cosa leggere? Cercavo di scegliere ciò che era più essenziale. La produzione editoriale è così vasta! Non tutti i libri sono di valore o utili. Bisogna saper scegliere e chiedere consiglio riguardo a ciò che merita di essere letto.
Già da bambino mi piacevano i libri, alla cui lettura mi aveva abituato mio padre. Era solito sedersi accanto a me e leggermi, ad esempio, Sienkiewicz o altri scrittori polacchi. Dopo la morte di mia madre, eravamo rimasti noi due: lui e io. Lui continuava a esortarmi alla conoscenza della letteratura di valore e non ha mai ostacolato il mio interesse per il teatro».

Siamo quello leggiamo.
Curiamo la nostra dieta.
Leggiamo sano.

Articolo sponsorizzato.

Guido Vassallo

Insegno in una scuola media, ma la cosa che mi piace di più è imparare. Per questo leggo, per questo parlo con la gente e mi stupisco ogni volta dell'infinità dello spirito umano.