La buona battaglia

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Il 24 novembre ho assistito a un incontro con Fabio Luoni, fondatore dell’associazione Nuove Onde. L’associazione “svolge attività culturali, sociali, ricreative, soprattutto per i giovani, al fine di promuovere la famiglia, “società naturale fondata sul matrimonio” (art.29 Cost. Ita.) tra un uomo e una donna, il primato della vita e della persona umana, libera e responsabile.” (Art.1 dello Statuto).

L’incontro mi ha dato l’ispirazione per scrivere un nuovo articolo, ma al momento di mettermi al computer ho esitato.
Si tratta forse dell’ennesimo articolo pro-life sulle pagine di Cogitoetvolo? È un’altra occasione per dirci l’un l’altro quanto siamo bravi e quanto è cattivo il mondo là fuori?
Lo stesso dubbio lo avevo prima di assistere personalmente all’incontro con Fabio. Ma non alla fine.

Lasciatemi allora raccontare com’è andata.

Fabio Luoni era già seduto quando, poco per volta, la sala si è riempita. Dopo una breve presentazione, Fabio è partito in quarta illustrando i dati per quanto riguarda la situazione delle famiglie e delle nascite in Italia.

Ha detto che un quinto dei nuclei famigliari è composto di una sola persona e questo rapporto è destinato a raddoppiare nei prossimi quarant’anni. Si tratta di persone che, quando saranno anziane, non avranno qualcuno che le assisterà.

In sala è calato il silenzio.

Il tasso dei divorzi dal 1995 è più che raddoppiato: nel 2008, un matrimonio su due terminava con un divorzio. Ci sarà il doppio dei bambini che cresceranno senza una famiglia.

Ancora silenzio.

Gli ospedali eseguono centotrentamila aborti l’anno e se a questi aggiungiamo quelli clandestini e una stima delle pillole del giorno dopo che effettivamente interrompono una gravidanza, possiamo stimare più di trecentomila bambini cui, ogni anno, è impedito di nascere. Il nostro sistema previdenziale non sarà più sostenibile, perché stiamo impedendo alla prossima generazione di lavoratori di esistere.
Stiamo perdendo il nostro futuro.
E gli immigrati non ci sostituiranno: dati alla mano la nostra “avanzata civiltà” prende ben presto il sopravvento sulle differenti culture che ancora vedono i figli come una benedizione. Le nuove generazioni d’immigrati si adeguano ben presto alla media italiana.

Il pubblico era ammutolito.

Poi Fabio ha messo da parte i fogli, ha atteso un attimo e ha detto che in questa cornice desolante ci sono persone che vogliono cambiare il mondo per dare un futuro, non solo alla nostra nazione, ma all’Europa intera.
Ha parlato della Conferenza sulla Famiglia, conclusa il 20 ottobre 2010, e delle proposte di legge che sostiene; dello sforzo che il Forum delle Associazioni Familiari porta avanti fin dal 1993. L’obiettivo è ora il quoziente famigliare, quale misura concreta di aiuto, perché la battaglia dal punto di vista del diritto è fondamentale: si assiste, infatti, a un rovesciamento del concetto di legge. Le regole dovrebbero essere scritte a sostegno dei più deboli, perché i forti possono difendersi da soli.
Che legge è, allora, quella che permette a una coppia omosessuale di avere un bambino e impedisce a quest’ultimo di avere un padre e una madre? Che legge quella che permette a una madre di uccidere proprio figlio, la più debole tra le creature indifese?

La provocazione era stata lanciata e il pubblico l’ha raccolta. Vi riporto, quindi, le domande che i ragazzi hanno posto a Fabio.

D: In situazioni di relazioni incestuose fra padri e figlie, ha senso l’aborto?
R: Non vi sono situazioni in cui è preferibile abortire, perché il percorso della vita, non è stabilito da noi. A priori, non è possibile decidere se una vita debba nascere.

D: Nel caso di bambini salvati da situazioni famigliari estreme (come quelle della domanda precedente NdR), non è preferibile scegliere di affidarlo a coppie omosessuali?
R: La comunità è diversa, da una famiglia naturale, così come individuata dalla Costituzione del nostro stato. La famiglia non è costituita da coppie omosessuali. Quello che è messo erroneamente al primo posto è la volontà di "avere un bambino" ad ogni costo.

D: il Movimento Ambrosiano della Vita cerca di sostenere come evitare un aborto in maniera laica?
R: Il valore della vita è universale, quindi anche laico. Ci troviamo di fronte a una disparità di valore per l’essere umano, in cui un embrione non ha gli stessi diritti di un altro uomo. Ci troviamo in una situazione in cui definiamo cosa è un uomo secondo come appare, esattamente quanto accedeva per il razzismo.

D: La Francia, un paese molto laicizzato, ha uno tra i tassi di natalità più alti. Non crede che sarebbe necessario svincolare da discorsi politici o religiosi, il tema del basso tasso di nascite in Italia?
R: Sì, perché spesso queste proposte sono vincolate culturalmente al tema cristiano. In realtà non è così, anche se spesso i miei avversari politici mi accusino di fanatismo quando difendo questi temi, pur senza mai appoggiarmi ad argomenti di fede.

D: Strutture sull’accoglienza infantile. Cosa ne pensa? Può dirci qualcosa sulla situazione italiana?
R: Abbiamo costruito una società di selezione eugenetica, in cui i bambini down sono come "macchine difettose" e perché tali, vanno eliminate. Questo ragionamento è lo stesso dei nazisti. È un dovere della società costruire un mondo, in cui l’infanzia in difficoltà possa essere aiutata.

D: Tra i diciotto e vent’anni ha senso avere un figlio rinunciando agli studi?
R: Il progetto Gemma, prevede donazioni private per una donna con una gravidanza difficile. La regione Lombardia ha attuato una misura simile dando sostegno economico per i primi diciotto mesi. Tuttavia la motivazione economica non è l’unica né la principale. Spesso la madre uccide suo figlio perché si sente abbandonata, sia dal padre del bambino sia dalla sua famiglia d’origine.

D: La possibilità, di affidare un bambino in maniera anonima è una scelta possibile?
R: Sì, ma non abbiamo informazioni riguardo quest’attività. Molte di queste madri però, sono donne che quando hanno un figlio con malformazioni, lo lasciano. Questo è sbagliato perché il figlio non è più un dono, ma un diritto, di cui posso disporre a piacimento e ottenerlo con le caratteristiche che io desidero.

D: Il parlamento europeo ha bocciato una proposta che cercava di limitare l’obiezione di coscienza dei medici. Come giudica questo passo?
R: Un dato positivo, testimonianza che le battaglie fatte con una presenza forte possono essere vinte.

 

Ed è stata quest’affermazione che ha risposto alla domanda che mi sono posto inizialmente: le battaglie possono essere vinte. Quest’incontro non morirà una volta che Fabio avrà lasciato la sala. Se esistono persone che sono in grado di portare le loro lotte fino al parlamento europeo, allora anche noi possiamo ottenere che i nostri amici riflettano e scelgano consapevolmente.

Ero partito con l’idea che nulla sarebbe cambiato: chi già era d’accordo con me lo sarebbe stato ancora di più e chi non l’era, non avrebbe cambiato idea. L’esito di questa battaglia, però, non si misura con il risultato: è una lotta che abbiamo vinto nel momento in cui la portiamo avanti.

 

Milanese da più generazioni, è ammalato di fantasy dalla tenera età di otto anni, quando si accostò a Lo Hobbit di J.R.R. Tolkien. Ora sta concludendo la laurea specialistica in Bocconi, ma rimane sempre appassionato di giochi di ruolo e wargames. Si diletta col krav maga.