La cellularomania

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Con la crescita del numero e dei modelli di cellulari, nonché dei servizi offerti attraverso il telefonino, si assiste all’incremento di “telefonino-dipendenza” o “cellularomania”.

Chi di noi non ha almeno un cellulare?! Bocca chiusa

Ho le chiamate gratis per un mese, ho 1000 sms gratuiti per un mese, la mia compagnia mi ha regalato 10 euro di traffico mensile… Siamo sempre a caccia della promozione più conveniente!

Inizialmente, infatti, il cellulare era uno strumento essenziale, alla portata di pochi, il cui possesso assolveva alla funzione di rendere costantemente rintracciabili un numero privilegiato di utenti “socialmente impegnati ed importanti”. Ben presto il telefonino ha cominciato a rispondere e ad alimentare il bisogno comune di essere vicini. Imbarazzo

I ragazzi spesso usano il telefonino come strumento di condivisione immediata di pezzi di vita o difesa per affrontare le insicurezze nella comunicazione: un sms alla propria ragazza, un mms dal luogo dove siamo in vacanza, un video per riprendere un episodio simpatico accaduto in aula, scambio di dati…Molto di più di un semplice telefono, qui si tratta di condividere pezzi di vita in tempo reale.

Ben presto la necessità di comunicare attraverso uno short message ha portato allo sviluppo di un linguaggio sintetico, fatto di abbreviazioni (ki, x, xkè, qndo, cmq, gg, nn, cm…). Il linguaggio sintetico infatti sta prendendo il sopravvento portando a forme di pensiero sintetico…

L’uomo è fatto per comunicare, e con il cellulare lo fa continuamente, e sazia il bisogno di  farlo. Ma siamo sicuri di avere bisogno di tutta questa immediatezza? Non sarà la nostra paura della solitudine a farci mandare tutti questi sms?

 

Laureato in scienze della comunicazione e si occupa di comunicazione e relazione con i media in vari campi: scrive su Chiesa, giovani, cultura e società. E' formatore al centro Elis, di ragazzi delle scuole superiori. Ama molto stare con i giovani ed è molto appassionato del mondo degli adolescenti.