La città Incantata

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Un film di Hayao Miyazaki. Genere: Animazione. Durata: 125’. Paese: Giappone. Anno: 2001. Produzione: Lucky Red. Durata: 125’. Target: 11+. Uscita: 25/06/2014.

Una bambina di 10 anni compie il suo percorso di maturazione conquistando fiducia in se stessa ed il coraggio per salvare i suoi genitori …

Somiglia ad un quadro impressionista dal tratto un po’ inquieto, questo film animato del maestro Hayao Miyazaki, per tre giorni giorni al cinema nella versione rieditata. Orso d’oro al Festival di Berlino nel 2002 e Oscar come miglior film d’animazione, La città Incantata sorprende lo spettatore per la robustezza della storia, raccontata con grande forza immaginifica e potenza dello sguardo. Uno sguardo – attento e profondo – sul mondo dei bambini che si affacciano nella preadolescenza. Piccoli eroi  straordinariamente in grado di accogliere con grande senso di responsabilità la realtà quotidiana nonostante gli imprevisti che riserva la vita. Senza per questo dover rinunciare al magico mondo della fantasia.

Una vera allegoria della vita, verrebbe da dire, firmata Miyazaki e in grado di mettere tutti d’accordo. Una favola moderna, fatta di luci, di lunghe ombre e di perdite d’identità con un forte valore pedagogico difficile da trovare oggi sul grande schermo o altrove.

Come accade in un’altra opera del re dell’animazione giapponese, anche nella Città Incantata tutto ha inizio da un trasloco. Una nuova vita ora si presenta per la piccolaChihiro che non ha per niente voglia di trasferirsi nella nuova casa di famiglia così lontana dal caos cittadino e immersa in una natura tutta da scoprire. Una nuova avventura che presto si trasformerà in un vero incubo. La piccola troverà i genitori improvvisamente trasformati in grassi porcelli e dovrà affrontare con cuore impavido i pericoli di una città misteriosa dominata dalla eccentrica maga Yubaba, astuta e terribile che sa però rispettare gli impegni presi. Chihiro non sarà lasciata sola di  fronte alle difficoltà. Una banda di amici strampalati, imperfetti e con mille sfumature le starà vicino.

Riuscirà la nostra eroina a vincere il male? Riuscirà a ritornare con i suoi genitori alla vita di un tempo? Di sicuro la morale della favola è quella che ci piace di più: possiamo costruire la nostra identità con fatica, giudizio, coraggio, lealtà e senso del dovere nonostante le cose della vita ci mettano (prima o poi) faccia a faccia con il senso della perdita, il tradimento e il perdono, l’unica forza in grado davvero di liberare tutti.

Giornalista. Membro della Direzione e Responsabile della sezione Cinema e TV.Scrive anche per Cronachedigusto.it, FoodieDrivers.it, Geapress - Agenzia di Stampa. Vincitrice della Borsa di Studio Norman Zarcone, assegnata dall'Ordine Giornalisti Sicilia