La consapevolezza del viaggio

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Per una vacanza fuori dal nostro fortino di cavalieri dell’abitudine

Agosto è arrivato. Ecco il periodo in cui i viaggi fantasticati si tramutano in esperienze.

Bisogna prepararsi ad un viaggio? Sicuramente qualche maglietta dobbiamo pur metterla in valigia, ma non soffermiamoci su questo. Il viaggio è qualcosa che spezza la routine e ci permette di “ricaricare le pile”, oltre che permetterci di scoprire mondi “inesplorati”.

Probabilmente ciò che sto per dirvi potrebbe sembrare controintuitivo. Insomma, quanti di noi vogliono viaggiare il più spensierati possibile, senza dover rispondere automaticamente al cellulare che squilla ogni due minuti o badare alle notifiche di Facebook che catturano in continuazione la nostra attenzione? (Sì! Anche le notifiche di Facebook fanno parte della nostra routine).

Eccoci arrivati al punto. Un viaggio rilassante richiede consapevolezza.

Dobbiamo essere consapevoli della nostra routine, del nostro mondo interno, di quali sono le nostre abitudini e, per quei 3, 7, 10, 15, 30 giorni, agire consapevolmente per goderci un viaggio degno di essere chiamato tale.

È molto più facile di quello che crediamo. Il viaggio stesso ci aiuta ad allontanarci dalla routine e a vivere un’esperienza rigenerante e degna di entrare all’interno dei nostri ricordi migliori.

Riflettiamo un attimo sui nostri meravigliosi viaggi passati. La colazione non era la stessa di sempre. Non i classici cereali Kellogg’s accompagnati da una tazza di latte, ma mango e papaya cubani oppure cornetti napoletani accompagnati da un caffè bollente. Non prendemmo l’auto o la bicicletta per dirigerci al lavoro o all’università, ma un taxi cubano all’aeroporto in direzione Avana, oppure una corriera che da Castellamare di Stabia ci portò ad Agerola, per addentrarci all’interno del meraviglioso Sentiero degli Dei.

Il viaggio stesso è un invito ad uscire dagli schemi, è un invito a sorprendere i nostri circuiti neurali, è un invito alla vita, alla serenità, alla meraviglia.

Capiamoci…

Le abitudini sono molto importanti per vivere pienamente. Il nostro cervello è strepitoso e, grazie alle consuetudini apprese, ci permette di dare nuovo spazio alla nostra consapevolezza, al fine di apprendere nuove conoscenze e sognare nuove avventure.

Quindi, per godermi un viaggio devo prefigurarmi ogni singola esperienza al fine di essere pienamente consapevole delle esperienze che farò?

No! Così rendiamo il viaggio un’opera circoscritta nella nostra mente. Che ci piaccia o meno, noi esseri umani siamo molto potenti e siamo in grado di vivere un intero viaggio all’interno di noi stessi, prima che nell’interazione con-il-mondo. Anche essere consci di questo nostro potere è fondamentale.

Dunque, la consapevolezza, per quanto possa farci paura, è molto importante non solo per vivere un viaggio degno di essere ricordato, ma anche per vivere una vita degna di essere vissuta.

La consapevolezza implica anche delle responsabilità e, quindi, un viaggio consapevole, e dunque strepitoso, richiede delle responsabilità.

La responsabilità di vivere al di fuori del nostro fortino protetto dai cavalieri dell’abitudine, per esplorare nuovi territori, fare nuove scoperte e infine migliorare e ingrandire i nostri possedimenti.

La responsabilità di modificare le nostre abitudini per quel periodo circoscritto di tempo, accendendo il cellulare fornitoci dalla nostra azienda o accedendo al profilo Instagram in un orario prestabilito della giornata, per al massimo un’oretta.

La responsabilità di godere delle meraviglie del mondo, che tanto abbiamo sognato, ma delle quali dobbiamo poi ammettere di sapere ben poco.

Il viaggio può darci molti insegnamenti anche su come vivere la nostra vita.

Il viaggio ci spinge a prendere consapevolezza di un diverso modo di vivere e sulla possibilità e l’importanza di rinnovare le nostre abitudini.

È proprio questo che il viaggio ci insegna, a riprendere in mano la nostra vita, a renderci gli attori protagonisti e non a vivere la vita solamente tramite le narrazioni degli altri.

Tutto questo come? Grazie alla consapevolezza del viaggio, al di là delle abitudini.

Vivere con consapevolezza e coscienziosamente richiede fatica, richiede il coraggio di accettare i demoni del passato, richiede di lottare contro la pigrizia abitudinaria.

Fidatevi. Nel momento in cui ci renderemo conto di che cosa voglia dire la connessione consapevole pensieri-emozioni-azioni, ecco che non vorremo mai più tornare indietro.

 

Articolo originale di Leonardo Brazzoni.

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