La fattoria degli animali

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Le metamorfosi di Apuleio, le Favole di Esopo e le Fiabe di Fedro, sono tutti mirabili esempi di come l’intellettuale riesca a interpretare l’uomo attraverso gli animali.

Gli animali, infatti, riescono a incarnare in modo quasi perfetto vizi e virtù dell’uomo, speranze mai del tutto sopite, sentimenti di sincera bontà sorti dalle zone più recondite del cuore.

George Orwell è riuscito a legare in un connubio perfetto la storia dell’uomo e l’allegoria, la visione distopica dell’esistenza e la condanna nei confronti della tirannia.

La fattoria degli animali è ambientato in una fattoria inglese il cui proprietario, il signor Jones, padrone abietto e incline all’alcool, trascura i propri possedimenti e i propri animali senza interessarsene minimamente. Questo atteggiamento del padrone sarà causa di un malcontento generale sorto all’interno della fattoria, dal quale in seguito scaturirà la rivoluzione, ideata da un sapiente verro chiamato Vecchio Maggiore. Egli, sarà in grado di rendere evidenti le vessazioni alle quali gli animali sono sottoposti da parte dell’uomo e, riterrà possibile fondare una nuova società basata sugli ideali di uguaglianza e rispetto reciproco fra gli animali.

Questi ultimi, ormai convinti di potersi liberare dal giogo delle angherie umane, decidono di cacciare il signor Jones e tutti i suoi collaboratori, riuscendo cosi ad acquisire il pieno controllo della fattoria. Tuttavia fin da subito, i maiali, gli unici animali in grado di leggere, riescono ad impossessarsi del potere attraverso l’uso della forza e della propaganda.

Essi tendono a stravolgere i veri e più genuini ideali della rivoluzione, fondata sui principi di libertà e di uguaglianza, propri della teoria dell’‘’Animalismo’’, professata dal Vecchio Maggiore. Proprio i maiali, i quali in precedenza avevano criticato l’uomo e lo avevano dipinto come un essere inutile e capace solo di sprecare le risorse fondamentali della fattoria, in seguito muteranno il loro comportamento fino ad assumere dei veri e propri tratti antropomorfi. Essi, infatti, cammineranno su due zampe, entreranno nella casa del signor Jones, usufruendo di tutte le comodità dell’abitazione, senza provare alcun rimorso nel tradire tutti i valori della rivoluzione.

La frase finale del romanzo è enigmatica: ’’Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due’’. Essa evidenzia l’utopia e a volte purtroppo la farisaica bontà di alcune teorie, propugnate dalle classi dominanti, per giustificare il loro predominio nei confronti degli strati sociali più bassi della popolazione. Napoleon, il maiale creatore della dittatura, riesce a dissimulare il proprio illimitato potere attraverso azioni spregevoli, che spesso sfociano nella più cupa violenza.

La fattoria degli animali può essere interpretato come un pesante atto di accusa nei confronti dello stalinismo e più in generale dei totalitarismi sorti nel corso della storia. George Orwell, infatti, combatté nella guerra civile spagnola del 1936 a fianco del Partido Obrero de Unificacion Marxista [POUM]. Durante il conflitto maturò una profonda avversione nei confronti di Stalin e della sua dittatura, evidente in molte delle sue opere.

Tutti i personaggi e tutti gli avvenimenti de La fattoria degli animali trovano una loro controparte reale. La rivoluzione di cui si parla nel romanzo, è naturalmente una chiara allusione alla Rivoluzione Russa. Il signor Jones, per esempio, può essere paragonato allo Zar Nicola II, il quale fu spodestato dal suo trono in seguito alle sollevazioni popolari del 1917, mentre il Vecchio Maggiore rappresenta l’ideatore del comunismo Karl Marx. La critica ha individuato in Napoleon la figura di Stalin, il quale si servi della polizia politica [rappresentata nel romanzo dai cani]e della propaganda [rappresentata dal verro Clarinetto]per reprimere ogni forma di dissenso e di opposizione. Cosi come Stalin non ebbe alcuno scrupolo nell’eliminare il suo temibile avversario politico Lev Trotsky, cosi Napoleon riesce ad allontanare Palla di neve, suo rivale nella lotta per la conquista del potere, mosso dalla convinzione secondo la quale le teorie della rivoluzione possono rappresentare una svolta nella storia della fattoria. Nell’aggressività del vicino Frederick, si può intravedere la stessa furia con la quale la Germania nazista si scagliò contro l’Unione Sovietica, nonostante il patto Molotov-Ribbentropp sancisse l’alleanza tra le due nazioni.

Infine Gondrano, un cavallo dedito al lavoro e pervaso dagli ideali dell’’’Animalismo’’, rappresenta la figura di Aleksej Stachanov, minatore insignito dell’onorificenza di Eroe del lavoro socialista, passato alla storia come simbolo di lavoratore modello, ma anche come persona completamente avulsa dalla realtà. Infatti, egli non si accorgerà mai che gli ideali della rivoluzione sono degenerati, e si sono trasformati in utili strumenti attraverso i quali i potenti possono manovrare più facilmente le masse. Potrebbero essere evidenziati molti altri aspetti de La fattoria degli animali, ma forse è meglio lasciare al lettore questo arduo compito, con la speranza che possa far tesoro delle riflessioni scaturite dalla lettura del romanzo.

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: La fattoria degli animali
Autore: George Orwell
Genere: Avventura
Editore: Mondadori
Età minima consigliata: 13 anni
Pagine: 150

Studente della Facoltà di Lettere dell'Università di Catania con un grande interesse per la cultura, la scrittura e lo sport.