La favola di Claire che aiuta la gemella e la accompagna al traguardo

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La generosità di una sorella vale molto più di una vittoria. È quanto insegna la storia di due tredicenni che ha commosso l’America (e non solo).

Chloe, durante una gara di atletica leggera, è in testa ma avverte un forte dolore alla coscia e prima del traguardo si lascia cadere per terra. La sorella gemella, Claire, le si sta avvicinando, era più indietro, decide di fermarsi, le chiede come si sente e la carica sulle spalle senza pensarci due volte.  Stringe i denti, avverte stanchezza, ora il peso è doppio, ma comincia a sentire l’incitamento della folla e va avanti senza mollare. Alcune delle avversarie tagliano il traguardo prima di loro. Poco importa. Il pubblico è in visibilio, come un testimone d’eccellenza, il loro allenatore. A fine gara dirà: “Alleno da vent’anni, ho seguito più di 200 gare, ma è la prima volta che mi sono scese le lacrime. Una scena del genere vale più di un trofeo”.

Le due ragazze non hanno uno stile atletico impeccabile, almeno questo è quello che appare da alcune riprese amatoriali, eppure il loro gesto ha fatto capire che un atto del genere va oltre ogni schema sportivo, è qualcosa di più. Loro hanno, etimologicamente (e biologicamente), un che di simbiotico. Come un’anima in due corpi: l’una è parte dell’altra. La parte migliore dell’altra. Eppure lo slancio di generosità sembra travalicare confini, legami, gradi di parentela. Un atto d’amore vero e proprio.

Scavando tra i ricordi letterari mi viene in mente l’immagine di Enea che carica sulle sue spalle il padre Anchise per portarlo in salvo dall’incendio che stava devastando la città di Troia. Resto per un attimo allibito quando ripenso a quel gesto d’amore. Le circostanze possono cambiare, ma la bellezza no. Quella resta straordinariamente intatta, anche a distanza di millenni.

Un corollario funzionale alla storia delle gemelle americane è rappresentato dai mezzi di comunicazione che hanno diffuso una notizia importante come questa; eppure i media ci nascondono, come è ovvio che sia, la bellezza silente di un gesto quotidiano che una madre compie per il proprio figlio, un fratello per la propria sorella, un nipote per i suoi nonni. E quanti altri atti eroici ci sarebbero da raccontare…

Quello di Chloe e Claire è, e sarà, un gesto esemplare (sarebbe bello che a volte prescindesse anche dai vincoli genetici) ma mi dà la piena consapevolezza che l’intima realtà, quella a telecamere spente, è ancora più bella di ciò che si racconta.

Sono Domenico, ho 29 anni e una passione smodata per la scrittura. Il mio sogno nel cassetto è scrivere un libro, l’altro è un viaggio per il mondo in sella alla mia bici. “Strappare la bellezza ovunque sia e regalarla a chi mi sta accanto” è quel che tento di fare attraverso i miei articoli. Spero che un pizzico di quella bellezza arrivi dritta dritta ai vostri cuori! Buona lettura!!!