La felicità

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Questa estate sono stato in Africa, non a fare un viaggio di piacere, ma a fare il volontariato.

I primi di luglio sono partito con un prete, un medico e una famiglia, sono andato a Tanga, un città nel centro dell’africa; il volontariato consisteva nel fare giocare dei bambini, orfani e sieropositivi.
All’inizio ero un po’ spaventato e avevo paura del contagio, paura della nostalgia, forse anche paura di ciò che era sconosciuto, poi mi sono lanciato!

Il contatto con i bambini è stato bellissimo: per questi bambini, che non avevano niente ma erano sempre felici, il massimo di gioco era una palla grande quanto un pugno, nient’altro.
E quando noi un giorno siamo andati al mercato e abbiamo comprato un pallone da calcio, (costato poco piu di 4 euro), appena siamo tornati i bambini ci hanno assaliti iniziando a ridere e a farci festa. Poi si sono messi a giocare a calcio, sempre allegri e festanti, nonostante i molti problemi che li riguardano…

Cio mi ha fatto riflettere: noi ragazzi “occidentali”, abitutati ad avere “tutto”, a mangiare tre volte al giorno, a giocare ogni giorno o quasi con un gioco diverso, non siamo mai felici; vedo i fratelli di miei amici che hanno tutto: l’Xbox , la playstation 3 , l’ultimo computer o il cellulare di nuova generazione. Eppunre continuano a chiedere sempre altro, e a non essere mai felici.

Volti sorridenti come quelli che ho visto in Africa non li avevo mai visto da nessuna altra parte: un sorriso spontaneo, gratuito, il sorriso di chi non ha niente ma è felice: il perchè no lo so dire.
Lì ho provato la vera felicità.

Sono tornato a casa con queste domande, che provo a porre a ciascuno di voi:
che cosa è la felicità? come mai chi non ha niente non desidera niente, ma solo l’essenziale per vivere , mentre chi ha già qualcosa desidera sempre dell’altro?

Cogitoetvolo