La figlia di ar

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Quando trovo/ in questo mio silenzio/ una parola/ scavata è nella mia vita/ come un abisso. Dice Ungaretti.

Arcipelaghi/ nell’oceano/ della mente,/ le parole. Dice Lidia Sella.

Parole che emergono dagli abissi o galleggiano negli oceani, per entrambi sono il frutto di un lavoro su di sé, che si traduce in pochi versi, asciutti e cesellati, buttati lì sulla pagina bianca.

Chi è la figlia di ar (dove ar sta per l’unità minima di significato alla base di parole come arte, armonia, ariano, e tante altre…)?  Con questo epiteto sembra volersi presentare Lidia Sella in uno dei suoi componimenti e nel titolo della sua prima raccolta. Il viaggio che l’ha portata alla poesia passa attraverso tappe diverse e solo apparentemente centrifughe: una laurea in Scienze politiche nel cassetto, alcuni anni di attività di giornalista per diverse riviste e quotidiani, due libri pubblicati per Rizzoli (Amore come, La roulette dell’amore), un vasto panorama di interessi letterari e scientifici. Ma la parola è sempre stata la sua vocazione profonda se finisce per domandarsi: Quale anima ho dentro/ se si lascia dilaniare/ da una nota/ e per una parola sanguina?

Le parole per lei sono «un fiume carsico», qualcosa che scava, che cerca una strada per venire fuori ed esprimere, in pochissime pennellate, un piccolo universo. Quello che c’è dentro (per questo non le piace chiamare ‘poesie’ i componimenti di La figlia di ar, ma ‘appunti interiori’) e quello che c’è fuori, tutto intorno. La grande ispirazione di Lidia, infatti, è il cosmo, con le sue ordinate leggi della fisica, le sue particelle in movimento, la sua scientifica organizzazione, i suoi misteri. E lei, seduta sul bordo della luna/ a spiare l’antica danza/ del pianeta azzurro, si interroga su temi più grandi di lei (e di tutti noi) come testimoniano i titoli dei brevi capitoli in cui ha voluto accorpare i suoi ‘appunti’: Pensiero, Sguardo, Sogno, Ricordo, Tempo, Amore, Vita, Destino…

Sembra che oggi nel nostro mondo non ci sia più spazio per la poesia. Troppi fiumi di parole erompono da ogni dove, troppa fretta per le strade, troppa necessità di rispondere alla domanda: e questo… a che serve? La poesia sembra non avere niente a che vedere con tutto ciò: è ricercata, è lenta, è inutile.

E invece a volte, proprio per questo, è risposta. E’ una risposta al bisogno che c’è, in fondo a ognuno di noi, di pensiero (Penso/ amo/ ricordo / dunque sono, dice Lidia). E’ il segno che non siamo ancora in balìa di un sistema meccanicistico, ma ci muoviamo autonomamente, come individui liberi, in un universo ancora da scoprire (Universo/ Verità/ che ingloba mistero). E’ richiamo alla responsabilità dell’esistere, cui non si può abdicare (Verità / noi vogliamo la luce/ anche se dalla sua lama/ colerà il nostro sangue). La poesia risponde al nostro desiderio di arte e di trascendenza.

La lingua di Lidia Sella è colta, nella sua semplicità. Ella rifugge da tanto ermetismo poetico che chiude il messaggio con i chiavistelli di parole tanto ricercate da apparire incomprensibili. Lei vuole farsi capire, e tanto lo vuole che cerca sempre la chiave precisa per aprire la porta che conduce al senso. Ama cercare dentro le parole il nocciolo dell’etimologia:

Divagazione

digressione

discorso –

allontanarsi

andar errando

correre qua e là –

così la parola

l’anima

il nostro cammino.

 

Gioca con i paradossi:

Paradosso erotico:

libera

d’esser tua schiava.

 

Cerca le assonanze:

Rapita

da un demone oscuro

luna dopo luna

i fili della sua tela

la donna riannoda.

 

La figlia di ar è un work in progress. Pubblicato per la prima volta nel febbraio del 2011, è giunto già alla sua terza edizione. In ognuna di esse l’autrice ha aggiunto qualche nuovo ‘appunto’. Un libro di poesia è una sfida a tanta consumistica letteratura del ‘mattone’, che piega sotto il suo peso gli scaffali delle librerie. Non multa, sed multum: poche pagine, pochi pensieri, una manciata di parole, ma quanta densità!

All’origine dell’universo tutta la materia era concentrata in una particella minuscola. Anche nella poesia, per chi le sa cogliere, galassie di significato si nascondono, a volte, in pochi suoni.


 

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: La figlia di ar
Autore: Lidia Sella
Genere: Poesia
Editore: La Vita Felice
Età minima consigliata: 16 anni
Pagine: 96
Guido Vassallo

Insegno in una scuola media, ma la cosa che mi piace di più è imparare. Per questo leggo, per questo parlo con la gente e mi stupisco ogni volta dell'infinità dello spirito umano.