La masseria delle allodole

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La vicenda si svolge durante il genocidio del popolo Armeno ad opera dei Turchi nel 1915. La numerosa famiglia Arslanian sta per riunirsi dopo la morte del patriarca Hamparzum. L’incontro con i parenti provenienti dall’Italia avverrà nell’antica masseria delle Allodole, situata tra le colline dell’Anatolia. Ma nell’aria ci sono presagi poco rassicuranti. Se ne accorge la giovane Azniv quando abbraccia per la prima volta un ufficiale turco di cui si è invaghita e che le propone di fuggire insieme: «Il corpo le ha detto ciò che la mente non aveva ancora afferrato: il mare di differenza che diventa sempre più rosso, dove lei sta su una sponda e lui sull’altra, il mare che divide i due popoli». Proprio in quei giorni, infatti, il governo turco sta portando avanti il suo progetto di creazione di uno stato ‘puro’ nel quale l’etnia armena, amica dei russi, non ha spazio. E così una squadra di soldati senza scrupoli giunge alla masseria, trucida sul posto gli uomini della famiglia e deporta le donne.

La lunga marcia verso Aleppo, che occupa la seconda parte del libro, è straziante ma fa da sfondo ad atti di eroismo che rivelano il carattere forte di un popolo oppresso. Le protagoniste sono le  donne, che con la forza della disperazione resistono alla fatica e lottano per mantenere la propria dignità in mezzo a una impietosa tempesta di violenza.

Lo stile dell’autrice, professoressa di letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Padova, è scorrevole e semplice. Qualche difficoltà, soprattutto nelle prime pagine, può derivare dai tanti nomi armeni che sembrano tutti uguali, ma ci vuol poco a familiarizzare con i personaggi e appassionarsi alle loro storie. L’antenato illustre di questo libro, il monumentale ed epico I quaranta giorni del Mussa Dagh di Franz Werfel, è termine di confronto obbligato per il romanzo. Entrambe le opere rappresentano la vicenda di un intero popolo, con la sua cultura, la sua fede, la sua forza d’animo. L’opera di Werfel, che narra l’eroica resistenza di un villaggio asserragliato sull’altura del Mussa Dagh (=il monte di Mosè), ancor più di quella che stiamo presentando offre una visione completa delle tradizioni armene e del contesto storico in cui si è consumato l’olocausto di questo popolo. E ha un valore profetico se si pensa che l’autore, austriaco di origini ebree, commosso dal vedere giovani e bambini armeni della diaspora lavorare in condizioni disumane nelle fabbriche del suo paese, ha pubblicato il libro in Germania nel 1933 durante l’ascesa del nazismo, poco prima dell’inizio di un altro efferato e ben più celebrato Olocausto. Ma questa completezza e il fascino degno di una vera e propria saga epica è accessibile solo al coraggioso lettore che sarà disposto ad affrontare le sue 918 pagine.

La masseria delle allodole ha vinto il premio Stresa di narrativa nel 2004 ed è stato finalista del Premio Campiello nello stesso anno. La trasposizione cinematografica ad opera dei fratelli Taviani (che qualcuno ha caricato interamente su Youtube dividendola in dodici puntate da circa 10 minuti ciascuna) è molto fedele al libro, anche se, come spesso capita, non riesce a trasmettere lo stesso pathos delle pagine della Arslan; forse perché Paz Vega non è l’attrice più adatta per interpretare una figura profondamente drammatica come è quella di Nunik (Azniv).

Un’ultima curiosità: il genocidio armeno ha ispirato diverse canzoni dei System of a down, i cui frontman Serj Tankian e Daron Malakian, sono originari dell’ Armenia.

 

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: La masseria delle allodole
Autore: Antonia Arslan
Editore: BUR
Pagine: 233
Prezzo: 10,00 euro

 

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: La masseria delle allodole
Autore: Antonia Arslan
Genere: Storico
Editore: BUR
Età minima consigliata: 16 anni
Pagine: 233
Guido Vassallo

Insegno in una scuola media, ma la cosa che mi piace di più è imparare. Per questo leggo, per questo parlo con la gente e mi stupisco ogni volta dell'infinità dello spirito umano.