La mia professione? Libraio per passione

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E’ una tarda mattina di sole a Palermo. Fabrizio Piazza la scruta distrattamente mentre osserva volti e gesti delle persone che entrano nella sua libreria. Trentasette anni, pantalone e maglione grigio, camicia celeste. Ha l’aria un po’ stanca, la mano passata sugli occhi. E’ arrivato poco prima delle nove. Ha acceso i computer, stampato le copie del venduto, chiamato il distributore per l’errore del giorno prima e spolverato con cura i libri. Si è consultato con la sua collega, Loredana, per le scelte da fare. Insieme allestiscono la vetrina. Scelgono un tema e i titoli da proporre: <<Noi siamo diversi come formazione, come ruoli, ma proprio per questo ci completiamo>>, dice.

Lui e la libreria che dirige nel centro della città, Modus Vivendi, hanno iniziato da molti anni a farsi un nome, a consigliare letture. All’improvviso, mentre stava per chiudere la libreria per la pausa pranzo, entra una cliente: una ragazza alta, jeans e t-shirt coloratissima,un sorriso largo in un volto interessante. Fabrizio la riconosce e la chiama per nome. Chiara cerca un bel romanzo da leggere. Rappresenta quella che nelle ricerche di marketing viene definito cliente “incerto”. Il più difficile. Per lui però non esistono clienti tipo perché: << Ogni persona è diversa dell’altra. Il libraio deve capire chi gli sta davanti e saperlo orientare>>.

Sono tante le persone che entrano per sapere cosa Fabrizio consiglia fra le ultime novità editoriali, non esitando a mettere anche in guardia da possibili delusioni. Chiara mostra di apprezzare anche la piccola vetrina dedicata ad alcuni gioielli etnici e collane in pietra dura. Deliziose. E’ stata la proprietaria di Modus Vivendi a decidere di dedicare ad essi un corner apposito durante uno dei suoi viaggi in Africa. Anche su questi dettagli si costruisce l’identità di una libreria. Fabrizio ha cominciato a lavorarci per caso: << Volevo dare una mano ai proprietari quando nel ’97 hanno inaugurato la libreria. Poi ho scoperto che la professione del libraio mi piaceva. E’ diventata una passione>>, ammette. Ha scoperto aspetti nuovi del lavoro che non immaginava potessero esserci. La vendita è soltanto il punto finale di un processo che sta a monte che parte dalla scelta dei libri, dalla esposizione, dal mettere un libro in vetrina piuttosto che un altro: << Anche solo mediante la propria libreria si può determinare il successo di un illustre sconosciuto o il flop di uno dei favoriti del sistema editoriale>>.

Le novità sono tantissime, alcune molto valide. I lettori, però, non possono crescere in maniera esponenziale: <<Bisogna fare una scelta, spesso drastica soprattutto con la crisi che stiamo vivendo>>. La crisi c’è e si fa sentire. Alla fine dello scorso anno le luci delle vetrine della libreria indipendente di Messina, Hobelix, punto di riferimento e animatore culturale della città, si sono spente definitivamente. E quelle di Palermo? << Sono preoccupato. Hanno raddoppiato l’affitto, calano i consumi ma aumentano i costi. L’obiettivo di quest’anno è non andare sotto, pareggiare il bilancio dello scorso anno sarebbe già un gran risultato. Bisogna tenere duro>>, dice adombrandosi un po’

A Palermo molte persone stentano ad arrivare alla fine del mese. Secondo la Guardia di Finanza, negli ultimi mesi, sono aumentate le denunce per usura. Per le librerie indipendenti e gli altri esercizi commerciali è una gara di resistenza: <<Ho avuto altre offerte ma io considero quella di Modus Vivendi la mia famiglia e spero di farcela>>. Con i suoi collaboratori ogni giorno costruisce duelli sulla punta del fioretto con temibili concorrenti. Come sopravvivere? Fabrizio non usa mezzi termini: << Bisogna bilanciare gli acquisti, creare un marketing intelligente>>. Acquistare con più attenzione di prima concedendo più spazio a quegli editori o fornitori che applicano un trattamento commerciale migliore senza mai trascurare la qualità:<< Non facendosi mancare il titolo che vende ma proponendo anche qualcos’altro. Comunicare con le persone, poi, è fondamentale>>, precisa. Sul sito internet di Modus Vivendi, però, compare la scritta “sito in costruzione”: <<Non abbiamo il sito internet per i costi elevati>> continua <<proprio per questo ho creato un gruppo su Facebook dove consiglio il libro del mese, creo un dialogo. Ho iniziato due mesi fa e siamo già in seicento. E’ molto utile per le presentazioni che facciamo. Ci seguono anche alcune librerie straniere>>.

Alle porte dello scorso Natale l’effetto novità del nuovo punto vendita rinnovato della Feltrinelli, in via Cavour, si è fatto sentire. Ora molti clienti che non vedeva da un po’ sono tornati lamentandosi della eccessiva confusione e della mancanza di personale adeguato. Due modi opposti di pensare la libreria. La scelta della Modus Vivendi è stata chiara fin dall’inizio: sottrarsi al marketing aggressivo delle grandi case editrici che inviano copie a secondo del tipo di librerie o addirittura dei metri quadrati, cercando sempre di dare spazio alle piccole e medie case editrici. Per questo partecipa sempre alla fiera del libro di Torino: <<In fiera c’ è uno spazio che si chiama l’ incubatore dove le case editrici che hanno meno di due anni di vita, propongono il loro catalogo. Ci sono sempre nuovi talenti da scoprire e lanciare.>>. Lui e i suoi colleghi indipendenti, preparati, appassionati non aspettano altro.

Giornalista. Membro della Direzione e Responsabile della sezione Cinema e TV.Scrive anche per Cronachedigusto.it, FoodieDrivers.it, Geapress - Agenzia di Stampa. Vincitrice della Borsa di Studio Norman Zarcone, assegnata dall'Ordine Giornalisti Sicilia