La musica nel cuore

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Un film di Kirsten Sheridan. Con Freddie Highmore, Keri Russell, Jonathan Rhys-Meyers, Terrence Howard, Robin Williams. Drammatico, durata 100 min ? USA 2006.

Il piccolo Evan vive in un orfanotrofio ed è un bambino oltre la media per il suo incredibile talento musicale. Il suo principale obiettivo è quello di trovare i genitori, infatti lui è l’unico a credere che siano ancora vivi da qualche parte. Ed è convinto di riuscire a trovarli proprio grazie alla musica, che secondo lui li ha fatti incontrare e innamorare. Comincia così l’avventura di Evan nella Grande Mela, dove si guadagnerà lo pseudonimo di August Rush?

Non so se sia corretto consigliare di “vedere” questo film, perché più che altro questo film si “sente”. Si tratta di una storia a metà tra favola e realtà che suscita un turbinio di emozioni grazie ai monumentali effetti sonori e alla musica in accordo con essi. August Rush è infatti in grado di trovare la musica ovunque, in ogni suono, in ogni rumore, anche nel traffico di New York, così da trasferire tutto ciò che sente su uno spartito.

La musica è la vera protagonista di questo film: essa fa da collante tra il piccolo August e i suoi ignoti genitori, ed è l’elemento grazie al quale il bambino non perde mai la speranza, non si da per vinto nella sua ricerca e sopravvive nella solitudine e nell’incomprensione. In ultima analisi, si può dire che se la musica non fosse esistita, Evan non sarebbe mai potuto nascere.

La musica nel cuore è un film che aiuta a credere nel potere dei sogni e che mostra quanto possano essere belli la vita e il mondo che ci circonda, poiché anche nelle peggiori situazioni è sempre possibile scorgere in un rumore confuso una dolce melodia nascosta.

La musica è intorno a noi, non bisogna fare altro che ascoltare.