La nostra “mission possible”

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– Prepariamoci per domani sera, Mignolo.

– Perché, cosa dobbiamo fare domani sera?

– Quello che facciamo tutte le sere: tentare di conquistare il mondo!

Qualcuno di voi ha mai pensato di avere un compito importantissimo da svolgere, una missione importantissima di cui il mondo non può fare a meno? Non parlo delle mission impossible a cui ci hanno abituato i film, e nemmeno dell’intervento pericoloso che deve affrontare il pompiere o il poliziotto nel suo turno, bensì della nostra piccola parte di lavoro che ci spetta fare quotidianamente, del nostro studio, di ogni cosa che dobbiamo fare.

Ritengo infatti fondamentale che ognuno di noi faccia ogni giorno la propria parte che gli spetta con estrema cura, mettendo tutta la passione che porta dentro in quello che fa, mettendoci il cuore, in tutte le sue azioni, anche quelle più piccole e, apparentemente, banali. Penso infatti che ognuno di noi, ogni giorno, abbia un’importante missione da svolgere, qualcosa di esclusivo che noi e soltanto noi possiamo fare e che se non faremo noi nessuno farà al posto nostro.
Non so se qualcuno di voi abbia mai pensato a questo, a quanto sia rilevante la nostra presenza quotidiana nel mondo, a quanto sia importante che ognuno di noi ogni mattina esca dal suo letto e vada a “conquistare” il mondo, vada a  fare la sua parte per rendere questa società migliore. Personalmente la mattina, dopo il suono della sveglia, questo pensiero mi aiuta a trascinare il mio corpo assonnato fuori dal calduccio del piumone senza troppi ripensamenti e lamentele, mi fa abbandonare la voglia di “restare un altro po’” per correre fuori, dove ho una missione da svolgere. Sì, perché tutti noi abbiamo la nostra mission possible quotidiana da svolgere della quale, come dicevo, il mondo non può fare a meno.

Pensate un attimo alla categoria di lavoratori che forse alcuni ritengono meno indispensabile alla collettività, pensate se tutti quanti quei lavoratori iniziassero a non compiere più il loro dovere o a farlo male, cosa succederebbe? Sicuramente tutta la società ne avrebbe uno svantaggio, anche nel caso di un lavoro che apparentemente non importa a nessuno, come ad esempio se un universitario non studia sodo: apparentemente fa un danno solo a se stesso (non consegue la laurea) ma, in fondo in fondo, a perderci è l’intera società che sta perdendo l’occasione di una nuova mente e di tutti i contributi che essa può dare alimentandosi con lo studio. Se passiamo poi a qualche altro lavoro più “concreto” il danno di uno che non compie con cura e passione il suo dovere è ancora maggiore, e lo vediamo tutti i giorni: uffici che non funzionano, impiegati sbadati che sbagliano, file interminabili agli sportelli, strade sporche, oggetti di bassa qualità…

Come dicono a non finire i TG “c’è la crisi”, ma la crisi non è una entità astratta e trascendente: la crisi è la somma di tanti errori concreti, alcuni dei quali dovuti a governatori e persone potenti – e su questa parte di crisi credo che noi, comuni mortali, non abbiamo né responsabilità né il potere di risolverla –  ma c’è un’altra parte della crisi dovuta alla somma di tutte le piccole mancanze che commettiamo ogni giorno quando facciamo quello che dovremmo fare con approssimatezza e noncuranza, quando gettiamo la carta a terra e quando saltiamo una pagina del libro, quando non spolveriamo la scrivania e quando parcheggiamo occupando due posti, quando realizziamo un oggetto grossolanamente e quando lasciamo inutilmente la luce accesa.

Sono convinto che uno dei mezzi che abbiamo per rendere il mondo un posto migliore è il nostro lavoro, quello che facciamo ogni giorno, e che dovremmo fare con perfezione, con passione, con il cuore, come se fosse la cosa più importante, perché in effetti è il nostro lavoro, è la nostra opera, ed è realmente importante.
E se ognuno di noi farà la sua parte, allora veramente il mondo diventerà più bello, perché la bellezza si costruisce giorno dopo giorno attraverso le nostre opere che, sommate armonicamente con le opere di tutti e con la creazione, diventano un’armonica nuova creazione dove l’uomo e la natura contribuiscono insieme a creare un mondo sempre più accogliente e vivibile.

E allora cosa aspettiamo? Non perdiamo tempo a lamentarci o a scoraggiarci, facciamo almeno noi quella piccola parte che ci spetta bene, con il cuore, e, se la società sembra malata, forse questa è una delle medicine con cui noi, più giovani, possiamo guarirla.

Mi piace tantissimo camminare immerso nella natura e usare le mie mani per dare forma a quel che c'è dentro la mia testa. Ho una passione per tutto ciò che esiste di bello e quindi per la mia Sicilia. Sono laureato in Scienze Storiche e non mi fermo mai davanti alle apparenze ma le scavalco per guardare oltre cercando di far vivere e diffondere la verità intorno a me. Da grande mi piacerebbe fare il giornalista o l'artigiano e il mio grande desiderio è formare una famiglia!