La paradossale storia di Austin, salvo grazie alla cocaina

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Austin Cole ha 22 anni ed è un promettente giocatore di football della squadra universitaria dei South Alabama Jaguars.  Per la sua età è un ragazzo molto più maturo degli altri compagni di squadra: «Si può vedere uno sguardo nei suoi occhi che ha più profondità» –  ha notato l’allenatore Joey Jones. È un ragazzo molto responsabile, ama il football e si impegna a giocare bene in squadra e a migliorarsi ogni giorno di più.  L’allenatore l’ha notato, dunque, per la sua dedizione e impegno nel lavoro, l’allenamento e il gioco in campo, che l’ha portato ad una carriera di successo: «È uno di quei ragazzi che si può dire è in sintonia con quello che sta facendo.»

Austin cerca di mettercela tutta anche per gratitudine nei confronti del padre che ha creduto in lui, l’ha sempre accompagnato negli allenamenti in varie città, ha investito in lui. Ma soprattutto Austin è grato al padre per averlo cresciuto, per non avergli mai fatto mancare l’amore di cui un figlio ha bisogno per crescere bene, e per la fiducia, da uomo a uomo, che gli ha dato quando lui aveva soltanto 13 anni, raccontandogli da persona matura la storia della sua nascita.

La storia di Austin, come quella di tutti, risale ad ancor prima della sua nascita: la madre era una tossicodipendente che ebbe “un incidente di percorso”, una gravidanza indesiderata; le furono dati dei soldi per abortire, ma lei li usò per comprarsi altra cocaina, per cui non potè più pagare l’aborto e Austin potè nascere il 29 gennaio 1992. Pochi mesi dopo i suoi genitori divorziarono e fu il papà a prendersi cura del neonato.

Austin può davvero dire, paradossalmente, «la cocaina mi ha salvato la vita». Scoprire la propria storia ha inciso nel suo modo di vedere la vita. Austin ha maturato l’idea che non sia poi così scontato nascere e vivere la propria vita, per cui bisogna impegnarsi a viverla bene, senza sprecarla, ciascuno secondo le circostanze in cui si trova e le abilità che gli vengono date.
«Queste sono le carte che mi sono state date e sto cercando di usarle al meglio delle mie abilità». E questo concetto cerca di trasmetterlo agli altri: «Sono contento di raccontare questa storia affinché le persone sappiano che non importa quello attraverso cui puoi passare, ma che tu puoi fare quello che vuoi tu», sei tu a decidere il verso della tua vita e renderla bella, non importa se hai attraversato periodi bui, si può sempre ricominciare. Si può anche nascere “per sbaglio” ma ad ognuno tocca prendere in mano la propria vita e viverla per davvero.

 

Rossella Rumore

Apparentemente distratta ma attenta e curiosa, con picchi di pignoleria - da far rimpiangere la Rossella assai disordinata e sbadata - soprattutto quando si tratta di chiamare le cose con il loro nome, senza se e senza ma... Amo scoprire le sorprese della vita e il mondo a poco a poco… Il mio motto preferito è quello dei ragazzi de La Rosa Bianca: "uno spirito forte, un cuore tenero"