La pazzia

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Wikipedia definisce la follia come “una affezione che colpisce il pensiero, i sentimenti o il comportamento di una persona in modo sufficientemente forte da rendere la sua integrazione sociale problematica o da causargli sofferenza. Le malattie mentali sono alterazioni comportamentali o psicologiche che causino pericolo o disabilità e non facciano parte del normale sviluppo della persona”. Inserendo le parole ‘pazzia’, ‘follia’, ‘psicosi’ o simili su un qualsiasi motore di ricerca in internet, è sbalorditiva la quantità di risultati ottenibili… da siti più seri tenuti da medici a siti di riviste meno affidabili, comprendendo i siti di chi cura la pazzia con formule magiche o chi condanna psicologi, psichiatri, psicoterapeuti e compagnia bella di impasticcare a manetta qualunque presunto paziente… Figuriamoci a cercare qualcosa sulla depressione! Tanto per rincuorarci un dato dell’OMS (Organizzazione mondiale della Sanità) sostiene che entro il 2020 si tratterà della patologia che per invalidità occuperà in tutto il mondo il secondo posto subito dopo le malattie cardiovascolari. …?!! E se cerchiamo storie di ‘pazzi’? Da Lucia Joyce, figlia del famosissimo scrittore irlandese a William Butler Yeats o ancora Vincent Van Gogh, artisti o pseudo-tali (nel controverso caso di Lucia) che hanno sfiorato la genialità. Tuttavia esistono anche storie ‘qualunque’. Come quella di Sally, una quindicenne americana che sembra impazzire da un giorno all’altro. Il padre e la compagna si rendono conto che è isterica, lontana dalla realtà che la circonda, profondamente alterata. Portata al pronto soccorso viene immediatamente ricoverata in una clinica psichiatrica: la ragazza sentiva voci che le sussurravano una strana teoria su come tutti gli uomini siano dei geni ma perdano la loro abilità appena passata l’infanzia… La sua storia è toccante per la semplicità con cui è narrata. Il padre, uno scrittore freelance, rimane nel limbo dell’incredulità cercando, assieme all’ex-moglie, le possibili colpe nell’educazione e crescita della ragazza. Storie abbastanza tipiche, facilmente riscontrabili nella vita attorno a noi, per quanto talvolta ci sembri impossibile (cfr Il giorno in cui mia figlia impazzì, Michael Greenberg). Eppure è così. Ci sembra che la scienza ci dia tante risposte, mentre la verità è forse che ad ogni risposta che trova si deve necessariamente porre nuove domande irrisolvibili, almeno per qualche decennio. Da sempre il cervello umano è stato fonte di profondo e accurato interesse – vi sono documenti risalenti agli antichi Egizi. Non a caso la pazzia è letta diversamente a seconda delle culture e dei periodi della Storia umana: qualcuno sostiene che in un folle giace una divinità che noi non arriviamo a comprendere… Per dirla con Nietzsche ‘occorre avere il caos in sé per partorire una stella danzante’. Così la neurologia è forse la scienza più contraddittoria e al contempo in evoluzione tra quelle mediche (mi auguro di non sparare troppo a caso). Dati certi a parte, chiunque rimane allibito di fronte agli ‘scherzi’ che può giocarci la mente. Vi è un libro di un famoso dottore, Oliver Sacks, ove sono narrati vari casi clinici che gli sono passati tra le mani. Pazienti che di colpo hanno perso la memoria a breve termine, come nel caso di un ex marinaio che si scordava quanto gli veniva detto dopo pochi secondi, non rendendosi nemmeno conto di stare male e il cui orologio interiore s’era fermato ai suoi vent’anni tanto da non riconoscersi riflesso allo specchio a causa dei capelli bianchi; o ancora l’uomo che camminava in maniera storta e credeva di essere dritto come un albero che punta al cielo, mentre la torre di Pisa sarebbe stata perfetta paragonata a lui; o come ‘Ray dai mille tic’, un tourettiano – in termini tecnici – che faceva dei suoi tic invalidanti la sua vita a teatro… C’è sempre molto da scoprire nella mente umana, ma ancora di più nelle risorse che l’uomo ‘cova’ di fronte a questi “scherzi del destino”… (cfr L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello, Oliver Sacks) Quanto spesso diciamo d’aver fatto una pazzia, senza renderci conto del vero significato della parola. Ringraziando Iddio o la Genetica che sta alla base del nostro personalissimo DNA, possiamo dire di non essere pazzi veramente. Perché la nostra mente funziona bene, e speriamo sia sempre così. Non ho mai nascosto questo: tra tutte le malattie che possono capitarmi nella vita, che sia lunga o breve, perché tutti prima o poi ci ammaliamo, quella che mi ha sempre fatto più paura è proprio la pazzia.