La scuola: insegna a imparare

0

Stiamo assistendo in questi ultimi anni ad un degrado sempre maggiore della scuola italiana. C’è una disaffezione maggiore verso la scuola sia da parte degli alunni che da parte degli insegnanti. I rapporti fra professori  e  alunni diventano sempre più difficili.

Ma perché tutto questo? Viviamo in un periodo di profonde trasformazioni: c’è stato ed è tutt’ora in atto un incremento del progresso tecnico e scientifico. Mentre nella scuola, anche se ci sono stati dei progressi, questi sono inferiori rispetto ad altri settori come l’industria e il commercio. Di conseguenza i giovani sono sottoposti a stimoli esterni sempre maggiori.

Aprendo un vecchio vocabolario di italiano, alla voce "scuola" troviamo la seguente definizione: "Luogo dove s’insegna e s’impara qualche arte o scienza." – mentre alla voce "professore": "Chi pubblicamente insegna qualche arte o scienza nobile." – Niente di anormale nelle suddette affermazioni, tranne forse per quel verbo "s’impara" e quell’aggettivo "nobile" che al giorno d’oggi vengono di tanto in tanto dimenticati e messi da parte.

Di chi sono le responsabilità? Che cosa si può e che cosa non si dovrebbe fare? Che cosa può fare un insegnante? La scuola è come una palestra, con istruttori e giovani che si recano per imparare una disciplina.

Così come si impara a parlare, a cantare, a suonare, ad andare in bicicletta e  a fare qualsiasi mestiere, dobbiamo imparare a fare scuola.

 

Laureato in scienze della comunicazione e si occupa di comunicazione e relazione con i media in vari campi: scrive su Chiesa, giovani, cultura e società. E' formatore al centro Elis, di ragazzi delle scuole superiori. Ama molto stare con i giovani ed è molto appassionato del mondo degli adolescenti.