La scuola: ma quanto mi costa?

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Quanto “costa” la scuola oggi? Siamo all’inizio del nuovo anno e proviamo subito a fare i conti, ma non quelli economici bensì con le risorse personali che gli studenti sono chiamati a mettere in campo per i prossimi 200 giorni.

Tra i banchi è chiesta forse la maggiore fatica, quella di intrigarsi dello studio perché non sia un’esperienza di sopravvivenza estrema, ma un’avventura avvincente. Costa studiare e non solo per il prezzo dei libri, costa soprattutto mettere tutto se stessi e trovare in ciò che si fa qualcosa che appassioni, qualcosa di più grande dove stare bene. Non basta, però, “stare”, la fatica consiste anche nell’andare, nel mettersi in gioco.

C’è poi il prezzo delle relazioni, del vivere la classe non da estranei ma da compagni, cioè da persone che condividono qualcosa ogni giorno, spesso il pane duro delle discipline o di qualche professore, non per necessità o per obbligo ma per il piacere di crescere insieme umanamente e culturalmente. Sicuramente stare lì per ore per la disciplina che insegnano non è facile, ma forse starci per “incontrarli” come persone può dare una nuova chiave di lettura ai contenuti. Costa  avere il fiato sul collo quando c’è un compito in classe o quei minuti prima di un’interrogazione, ma  “fare loro credito” di fiducia e pensare che non stiano là per il piacere di fare del male all’alunno potrebbe essere una soluzione per affrontare il quotidiano.

A casa c’è da “lottare” con la famiglia e con la quotidiana domanda «com’è andata oggi a scuola?», utile ma a volte espressa nei momenti sbagliati e quando si avrebbe invece bisogno di altro: di silenzio, di uno sguardo, di altre domande, di un abbraccio, non di un controllo piuttosto di sostegno e promozione.

In alcuni casi, forse, c’è chi pagherebbe in denaro anziché affrontare lo studio, la classe, i genitori, i professori, gli impegni indicati giorno per giorno; eppure investire in fatica ripaga la maggior parte delle volte come nel caso dell’atleta che si allena a lungo per una gara o di chi si impegna in un lungo corteggiamento per coronare il proprio sogno. Per questo tra i banchi c’è bisogno di uno sguardo nuovo, meravigliato e concreto: è lo sguardo del primo giorno di scuola all’inizio di ogni nuovo ciclo di studi, che – se ci pensiamo bene – è diverso da quello di tutti gli altri giorni. Andrebbe immortalato in una foto da appendere e portare con sé per ricordarsi chi siamo, cosa abbiamo scelto, quando lo abbiamo fatto, perché siamo a questo punto, come ci siamo arrivati, quanto ci è costato e, insomma, che ne vale la pena!

Ufficialmente Prof. di Lettere in un liceo di Catania, quando mi tolgo gli occhiali, entro in una cabina telefonica e indosso una tuta col mantello sono anche giornalista, scrittore e educatore...o forse è il contrario?! Sicuramente mi piace vivere con i piedi per terra, lo sguardo in cielo e le maniche rimboccate per agire.