La stella nel pugno

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Ci sono certe volte in cui la copertina è così eloquente da comunicare immediatamente, seppur in modo fascinosamente enigmatico, la materia trattata dal libro cui appartiene. Si tratta di casi rari, che il lettore sagace può cogliere lasciando scorrere lo sguardo tra gli scaffali di una libreria. Nella vastità di mondi gialli, horror, drammatici e sentimentali che offre ogni luogo in cui vi siano file di libri ordinati per autore e un buon aroma di carta, accade di ritrovarsi tra le mani un volume dalla copertina nera. La stella nel pugno, con tanto di o stilizzata a mo’ di stella di David. Sotto il titolo compare del filo spinato intrecciato, che nell’immaginazione dell’autore – Robert Sharenow, un Emmy Award alle spalle come produttore televisivo –  è probabilmente percorso da corrente elettrica, come nei campi di concentramento della Germania nazista. Insomma, lo scenario è chiaro. Ma come scrivere qualcosa di originale a proposito di un tema su cui sono stati già versati litri di inchiostro ed impressi metri di pellicola? Ancora una volta la risposta viene dalla copertina. Un ragazzo in tenuta da boxe arrotola bende di garza intorno alle mani. Ecco che hanno inizio le vicende di Karl Stern, un quattordicenne di origini ebraiche, ma allevato laicamente da un padre ateo che venera solo l’arte e una madre agnostica. La Berlino degli anni ’30 è una città che gonfia il petto mostrando la svastica e saluta alzando la destra. Siamo ben lontani dal clima surreale e follemente bellicoso dei Quaranta, nei quali è ambientata la maggior parte della produzione letteraria riguardante le persecuzioni antisemitiche. Hitler è appena salito al potere, e la sua opera di propaganda è appena cominciata. L’ultimo giorno di scuola Karl viene picchiato da un gruppo di ragazzi aderenti alle ideologie razziali di Hitler senza opporre alcuna resistenza, e così gli viene affibbiato il soprannome di Pisciasotto. Ma quando il peso massimo Max Schmeling, orgoglio sportivo del Reich e aspirante alla cintura di Campione del Mondo, si offre di insegnarli a tirare di boxe, l’indifeso Karl si trasforma. Si allena duramente, spalando carbone e facendo sparring al Circolo Pugilistico di Berlino. Con lo stesso ritmo di un crescendo di Bill Conti, da Pisciasotto egli diventa Knochen, un mucchio d’ossa asciutto e potente che sogna di diventare un giorno come il pugile Barney Ross, simbolo del riscatto dei perseguitati. Se Rocky Balboa incarna il Sogno Americano, Karl Stern rappresenta quello Ebreo; l’opportunità di risollevarsi dalla polvere della sottomissione e gridare a pieni polmoni la libertà. Ma la lotta di Karl continua nella vita, in una Germania sempre più intollerante che osanna Schmeling per la sua vittoria sul temibile pugile nero Joe Louis. Mentre Max è sempre più distante, impegnato in incontri istituzionali con il Furher in persona, Karl non sa se il suo mentore lo tradirà, consegnando lui e la sua famiglia alla Gestapo. All’interno della narrazione, piana e scorrevole come un ruscello di campagna pronto a straripare nei momenti di maggiore pathos, una gran varietà di personaggi ne anima il flusso. Il padre, innamorato di quell’arte degenerata proibita dal Reich. La madre, dal carattere apparentemente debole. La sorella, vessata a causa dei suoi tratti somatici ebrei. La bella Greta, oggetto di un amore impossibile, e due figure – la Contessa e Neblig – destinate a diventare speciali. Con la magia di una penna veloce e fluida, Sharenow promette di cullarvi placidamente, per poi trascinarvi improvvisamente in acque agitate e vortici freddi. Provate ad annoiarvi così.

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: La stella nel pugno
Autore: Robert Sharenow
Genere: Storie di adolescenti
Editore: Piemme
Età minima consigliata: 13 anni
Pagine: 398

Cresciuto a pane, Rowling e Topolino, grazie ai libri di Beppe Severgnini ho scoperto la mia grande passione, il giornalismo. Trascorsi nove duri mesi di scuola alle prese con Euripide e Cicerone, durante l'estate collaboro con diverse testate e scrivo racconti. Amo i libri di Stephen King, la saga di Rocky e soprattutto il rock. I miei sogni? Non hanno limiti. Se è vero che, come cantano gli Europe, siamo tutti prigionieri in Paradiso, allora sognare è il modo per liberarci. Che stiamo aspettando? C'è tutto il Paradiso che ci attende! Cell.: 3317181577 Città: Caltagirone (CT) Blog: prigionierinparadiso.blogspot.it