La storia uccide solo d’estate

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Ora è luglio, di sangue l’olezzo/ ricopre la cronaca settimanale/ c’è da voltarsi con ribrezzo/ o da leggere a fondo il giornale?

“Tranquillo. Ora siamo d’inverno”
diceva addormentandolo il papà di Arturo
nel film di Pif, nascondendo l’inferno
della mafia, del suo pugno duro:
essa uccideva soltanto d’estate,
per cui si poteva dormire sereni
coscienze tranquille, mai destate,
lontane da sporchi affari terreni.

Ora è luglio, di sangue l’olezzo
ricopre la cronaca settimanale:
c’è da voltarsi con ribrezzo
o da leggere a fondo il giornale?
C’è da rispondere con stizza
facendone conflitti di religione?
Da condividere #prayforNizza
per avere i mi piace di più persone?

Ho visto ignoranti diventar maestri
e stabilire bilanci e colpe,
nominare eroi e mostri,
scovare le cause profonde del golpe;

io, delle cause ignorante sul serio,
rimasi zitta a guardare la terra
girare in modo deleterio,
e tutti a gridare “Siamo in guerra”.

E muoiono i boss, e si scontrano i treni,
poliziotti e neri lottano in piazza;
se il mondo è un’auto ha perso i freni,
ma non rimpiangiamo quand’era carrozza.

La storia uccide solo d’estate
perché d’estate s’insabbia la mente
perché le coscienze addormentate
ammucchino tutto mutandolo in niente;

la storia, a pensarci, non ha stagioni,
sepolta comunque da costante pigrizia
di noi che inventiamo mille ragioni
per scavalcare ignorandola la notizia.

“Tranquillo. Ora siamo d’inverno”
diceva addormentandolo il papà di Arturo,
ma il bimbo sveglio rimase in eterno,
e solo ad occhi aperti rimase sicuro.

Sabrina Sapienza

Scrittrice nel tempo-libro, a tempo perso, nel tempo disperso, nottetempo, in tutti i tempi dell'indicativo, in tempi di gloria, ai tempi del colera e delle mele, ma senza disdegnare l'altra frutta che tinge d'incanto i mercatini del bello e del vero; scrittrice, ad ogni modo, a modo mio.