La Teoria del Tutto

0

La vita di Stephen Hawking: gli studi, la malattia, il matrimonio, il successo scientifico e sociale

Un film di James Marsh. Con: Eddie Redmayne, Felicity Jones, Emily Watson. Prodotto da: Working Title Films. Anno: 2014. Paese: Gran Bretagna (GB). Data d’uscita: 15 gennaio 2015. Durata: 124 min. Target: 14+.

Cambridge 1963. Stephen Hawking è un giovane laureando in Fisica. Le sue giornate trascorrono serene nel campus dell’università in cui coltiva la sua passione per la cosmologia. Una sera ad una festa da ballo conosce la giovane Jane, studentessa di letteratura, di cui s’innamora. I mesi universitari scorrono in maniera intensa e piacevole. Stephen dimostra di avere un talento molto più profondo di quello che sembra, riuscendo a risolvere alcuni problemi rompicapo e attirando l’attenzione del professore del suo corso che lo sprona ad approfondire la sua passione, spingendolo verso la scoperta di qualcosa di assolutamente nuovo.

Stephen comincia a preparare la sua tesi, il cui oggetto è lo studio dell’origine del mondo. Qualcosa però non va. Stephen avverte dei piccoli disturbi fisici che nasconde alla stessa Jane. Ma dopo un grave incidente segue la diagnosi inesorabile: Sthepen è affetto da una malattia neuorologica degenerativa che lentamente, dopo aver corrotto ogni muscolo del suo corpo, lo porterà lentamente verso la morte, anche quella cerebrale. Una condanna terribile per un uomo che ha puntato tutto sul cervello come unica soluzione a ogni problema del mondo e che nelle facoltà intellettive aveva riposto ogni speranza riguardo al destino dell’uomo.

Jane non si rassegna al fatalismo di Stephen e decide di lottare contro ogni resistenza che la circonda e promette di continuare ad amarlo nonostante la malattia. E non c’è testimonianza più forte della sincerità dell’amore nella difficoltà, nella malattia.

La storia d’amore di Jane e Stephen viene coronata dal sogno di essere genitori. Nel frattempo Stephen studia, pubblica ricerche e approfondisce la cosmologia smontando e rimontando le sue tesi, lavorando all’università, scrivendo finché ne ha le forze. Ma più passano gli anni, più la malattia comincia ad essere un ostacolo per il fisico impertinente, insofferente all’idea di un Dio che possa risolvere il rompicapo che l’ha impegnato per tutta la vita.

Eppure è proprio grazie a quel Dio rifiutato da Stephen che Jane trova la forza di sopportare le difficoltà, la solitudine, il peso di dover badare alla casa, alla famiglia, ai figli, al marito stesso. Senza recriminazioni, senza ripicche, senza far pesare il peso della sofferenza.

Intanto Stephen subisce un intervento salvavita che lo obbliga a dover tenere un sondino in gola, rendendogli impossibile l’uso della voce, ma non ancora quello del cervello. Aiutato e supportato da un’equipe di specialisti, Stephen riesce a comunicare per mezzo di una voce elettronica e a scrivere per mezzo di un computer.Pubblica così La teoria del tutto, un libro in cui sono racchiusi gli anni delle fatiche, dell’amore e della passione per la scienza. Un libro divulgativo il cui valore scientifico viene riconosciuto anche dalla Regina Elisabetta che insignisce lo studioso di importanti onorificenze.

La storia di Stephen Hawking non è una favola, il frutto della fantasia di uno sceneggiatore o di un romanziere. No, si tratta di una storia vera, reale, di un uomo che lotta ancora oggi contro la malattia e che nella lotta accetta la sua condizione. Perché per essere degni di vivere o di dire qualcosa non è necessaria quella perfezione immaginifica e surreale che la tv e i media, in generale, ci propongono.

Attraverso la pellicola è possibile scorgere questo delicato, ma non velato inno alla vita nonostante il dolore e la malattia. Essere affetto da una malattia degenerativa, infatti, non ha impedito a Stephen di realizzarsi in pieno, di poter dare al mondo un esempio tangibile di come la vita sia imprevedibile. Al di là dello gnosticismo, Stephen ha fondato la sua ricerca sul sentimento umano più intimo: la Speranza. Il messaggio che questo film intende trasmettere allo spettatore è sicuramente positivo rispetto ai temi sensibili come quello della vita intesa come dono di Dio come lo stesso Papa Francesco ha recentemente sottolineato, parlando di cultura dello scarto rispetto ad una cultura dell’accoglienza.

Il film si regge grazie alla straordinaria interpretazione dei due protagonisti principali, su cui regge tuta la narrazione della storia. I primi piani, l’attenzione riservata agli sguardi ed ai sorrisi, danno una chiave di lettura non indifferente, laddove è possibile scorgere anche negli occhi del malato tutta la pienezza e la bellezza dell’esistenza. Un film adatto ai giovani ed agli adulti che hanno desiderio di lasciarsi stupire dall’imprevedibilità del mistero della vita. E se Sthephen non fosse mai nato? O meglio, e se Jane anziché salvargli la vita, lo avesse lasciato morire? Forse il mondo avrebbe perso qualcosa.

 

 

Valentina Ragaglia

Classe '91. Dottoressa in lettere moderne. Scrivo su diversi siti e portali online di informazione occupandomi di politica, cultura, attualità. Amo la mia terra, la Sicilia, perfetta sintesi poetica di assonanze ed ossimori. Adoro i gatti, il gelato, acquistare e leggere libri. Il mio motto è: «La bellezza nasce dai limiti, sempre.»