La Torre Nera

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L’uomo in nero fuggì nel deserto e il pistolero lo seguì.

Inizia così una saga che dura ben 32 anni: 7 opere che al loro interno contengono riferimenti alla maggior parte dei libri scritti da Stephen King. Un capolavoro che cresce insieme all’autore, documentandone i momenti di massima ispirazione e anche quelli della più cupa disperazione, in cui emerge forte il desiderio di porre fine a quell’impresa disperata, che può portare tanto alla gloria, quanto alla rovina. È la storia di un viaggio in una Terra di Mezzo diventata Terra di Nessuno, dove un fulgido e utopico passato ha lasciato il posto alla desolazione, permettendo che le mostruose forze del Male si impadronissero della bellezza, insozzandola al punto da farla lentamente morire. È la ricerca disperata e ossessiva della Torre Nera, ultimo baluardo di salvezza, il cardine che tiene insieme l’universo e ne consente il movimento armonico e perfetto.

Roland di Gilead è un pistolero, l’ultimo discendente della nobile e valorosa stirpe dell’Eld, e ha fatto della Torre Nera la sua unica ragione di vita. Ispirandosi alla poesia di Robert Browning “Childe Roland alla Torre Nera giunse”, King segue le avventure del pistolero attraverso mondi e livelli spazio-temporali differenti, esplorando allo stesso tempo generi letterari che vanno dal fantasy-western all’horror, passando attraverso i vicoli bui e sporchi della malavita newyorkese. E come in ogni battaglia che si rispetti, Roland non si troverà da solo a fronteggiare le forze del Male, ma sarà accompagnato dalla compagnia più improbabile che si possa immaginare: Eddie, un ex-tossico in fase di riabilitazione; Susannah, una donna di colore senza gambe affetta da personalità multipla; Jake, un bambino poco più che tredicenne; Oy, un bimbolo, ovvero una sorta di cane-procione parlante. I nostri eroi sono individui che nella realtà giudicheremmo incapaci di provvedere a sè stessi -chi per un motivo, chi per un altro- e che diventano invece dei veri e propri guerrieri, che prima di combattere con il corpo, combattono con la mente e con il cuore.

È difficile raccontare in poche righe una saga in cui ogni pagina è una scoperta e un’avventura. King è un maestro nell’arte dell’invenzione: riesce a creare scenari e situazioni così nitide nel loro surrealismo da risultare inevitabilmente attraenti. Accompagna il lettore come un padre affettuoso ma severo, lo lascia giocare libero per i primi libri, lasciandolo divertire in quel mondo che ha creato appositamente per stimolare la sua fantasia. Ma poi il gioco finisce: dal quinto libro in poi si avverte una tensione di fondo che punta dritta verso la morale del racconto, che si svela appieno solo alla fine del settimo libro, nell’ultima stanza della Torre Nera, quella più vicina al cielo. Ma nel momento che precede la fine, quando con Roland il lettore giunge davanti alla Torre, ecco che papà King sottrae la mano, invitando il lettore a proseguire da solo, se davvero lo desidera. Gli dà il privilegio di non scoprire mai cosa lo attende in cima alla Torre, il privilegio di assaporarsi il lieto fine e guardare al viaggio percorso con una dolce e rassicurante malinconia. Sa che il lettore potrebbe arrabbiarsi, ma non può fare altrimenti, perché lui non è che la penna nelle mani di un genio creativo superiore che gli sta dettando la storia; così scrive nei ringraziamenti. Perché il finale ha una potenza inimmaginabile, che nel giro di poche frasi riesce a sprigionare una morale che colpisce dritto nello stomaco, senza nessuna pietà.

Tante vite sono state sacrificate affinché Roland giungesse al cospetto della Torre. Alta, maestosa e imponente si erge in mezzo a un campo di rose ed è perfetta, è indistruttibile. E in quell’ultima stanza, così vicina da fondersi con il cielo, è nascosto l’obiettivo del viaggio del pistolero. Nessuno è mai giunto a varcare l’ultima soglia, eppure voci insistenti sono trapelate per tutto il Medio-mondo; voci secondo cui questa stanza sarebbe vuota. Ma anche solo il dubbio che così non sia basta a fare della Torre l’ossessione di una vita, il frutto proibito che chiunque vorrebbe mangiare, pur di possederne la conoscenza. Arrivati lì, insieme a Roland, come resistere? Come non affrontare con lui l’ultima, interminabile scalinata, che porta lì dove tutto ha avuto inizio?

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: La Torre Nera
Autore: Stephen King
Genere: Fantasy
Editore: Sperling & Kupfler
Età minima consigliata: 18 anni
Pagine: 3728
Federica La Terza

Una fonte inesauribile di idee che sprizzano fuori dalla mia testolina in una cascata di ricci. Ho tre grandi passioni di cui sono certa non riuscirò mai a fare a meno: la lettura, il karate e la pittura. Sono estremamente curiosa e assetata di conoscenza come una bimba nei suoi primi anni di vita. E come i bimbi ho un caratterino mica da ridere…