La tredicesima storia

0

Prendi un poco di Cime tempestose, aggiungi una buona dose di Jane Eyre, una spolverata di Giro di vite e hai la ricetta di La tredicesima storia, di Diane Setterfield.

Ci muoviamo in mezzo ai libri. Margaret Lea, la protagonista che racconta la storia in prima persona, lavora nella libreria di suo padre, appassionato commerciante di volumi antichi e rari. Cresciuta tra gli scaffali, la giovane Margaret ha sviluppato un grande interesse per la lettura e la scrittura di biografie, memorie, autobiografie di personaggi sconosciuti, che hanno corso senza qualificarsi; un modo per dissotterrare vite sepolte per un secolo e più in diari mai aperti o negli scaffali di un archivio. Questo interesse per le vite sconosciute nasce forse dalla sua ferita nascosta: una piccola cicatrice sul fianco, l’unico segno lasciatole dalla gemella siamese che poco dopo la nascita è morta per consentirle di sopravvivere? Un giorno la libraia riceve la lettera di Vida Winter, una famosa e misteriosa scrittrice che, ridotta in fin di vita da un brutto male, vuole affidarle il compito di scrivere la sua biografia. Perché proprio lei? E chi è veramente Vida Winter? Quali dolori e quali drammi nasconde il suo passato? Sono le domande a cui il romanzo, ben architettato, risponde. Tra l’anziana scrittrice e la giovane scrittrice nasce uno strano rapporto, distaccato ma intimo, grazie al quale ognuna di loro trova la forza di accettare il proprio passato e di non vederlo più come un fantasma? Già, i fantasmi. Anche loro sono i protagonisti di questa storia?

Ne La tredicesima storia ci sono ingredienti appetitosi: polverose biblioteche di legno stagionato, la grande casa patronale avvolta nel mistero dove Vida Winter è cresciuta, un personaggio che non sa chi è sua madre, il diario di una governante sparita nel nulla, un giardiniere esperto nell’arte topiaria, la brughiera cupa nei mesi invernali, inquietanti presenze? I personaggi, soprattutto le due protagoniste, abbandonano la bidimensionalità della pagina per mostrarsi a tutto tondo grazie alla capacità dell’autrice ?che di letteratura qualcosa la sa, essendo studiosa di narrativa francese del 19° e 20° secolo-  di descrivere emozioni, sentimenti e ricordi. Ti sembra di stare a fianco della giovane libraia mentre ascolta con curiosità le storie dell’infanzia di quella donna, mentre di notte riordina gli appunti nella sua stanzetta, mentre completa le sue ricerche visitando luoghi che appartengono ad epoche passate ma dove pochi segni rivelano segreti sepolti solo nella memoria di una donna in fin di vita. Certe pagine hanno un ritmo quasi da detective story, e le rivelazioni finali non deludono l’attesa. Ma alle figure femminili ben scolpite non fanno da contraltare altrettante figure maschili: si sente anzi la mancanza di personaggi maschili interessanti e positivi, eccezion fatta per il papà di Margaret, uomo delicato e sensibile, ma che ha un ruolo piuttosto marginale in tutta la vicenda.

C’è ritmo. Ed equilibrio. La storia procede spedita senza rinunciare a descrizioni dettagliate e ben curate nelle scelte linguistiche. E si fa uso di quel dire e non dire, che è svelare senza rivelare, e che a nostro giudizio è da considerarsi un gesto di stima verso il lettore, che può metterci del suo. Da leggere, se ami i libri sui libri.

 

 

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: La tredicesima storia
Autore: Diane Setterfield
Genere: Giallo
Editore: Mondadori
Età minima consigliata: 16 anni
Pagine: 412
Guido Vassallo

Insegno in una scuola media, ma la cosa che mi piace di più è imparare. Per questo leggo, per questo parlo con la gente e mi stupisco ogni volta dell'infinità dello spirito umano.