La vita è una tela meravigliosa e lo sport la colora

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“La vita è una tela meravigliosa e lo sport la colora”: lo ha detto Bebe, “una ragazza fortunata” – come ama definirsi lei -all’Europarlamento di Bruxelles in un incontro su minori e disabilità organizzato il 10 maggio scorso  dalla vicepresidente Roberta Angelilli. Bebe ha raccontato la sua storia di ragazzina coraggiosa, con una grande passione per lo sport e l’arte, piena di entusiasmo per la vita ma che ha anche conosciuto la sofferenza : a undici anni, per una grave malattia, le sono state amputate braccia e gambe. Bebe (Beatrice Vio) però non si è arresa e adesso lei, una ragazza di soli quindici anni, è addirittura l’unica atleta al mondo a tirare di scherma senza tutti e quattro gli arti. Non potrà partecipare alle paralimpiadi di Londra 2012, però correrà – sì correrà – come tedofora verso lo stadio Olimpico di Londra, portando la fiaccola paralimpica.
“Tedofora alla Paralimpiade! Ancora non ci posso credere”. Correrà grazie alle nuove protesi simili a quelle di Oscar Pistorius e già pensa anche alle prossime olimpiadi :  “A Rio, nel 2016, vorrei esserci a tirare di scherma, ma anche a correre nell’atletica”.
Oscar Pistorius e Bebe sono dei bellissimi esempi di come, pur nella disabilità, si possa colorare la meravigliosa tela della vita. Ognuno ha la sua tela da colorare, ognuno  i suoi colori e i suoi sogni:

Ciao Mondo!!! Sono Bebe e sono una ragazza fortunata. Vi ricordate di me?!? Ma sì, dai, sono quella ragazza che ama la scherma e da piccola sognava di diventare una campionessa. Ho cominciato a tirare a 5 anni, ero brava ma buffa da morire, la maschera mi stava enorme e mi ballava in testa. Però la scherma mi piaceva troppo…

Per una brutta malattia hanno dovuto amputarmi le braccia e le gambe. È stata molto dura e ho sofferto veramente tanto! Per fortuna sono riusciti a salvarmi i gomiti e le ginocchia, così oggi con le protesi riesco a fare un sacco di cose e, soprattutto, ho ripreso a tirare di scherma! Ho ricominciato in carrozzina, infilando il fioretto nel braccio. All’inizio non ero molto convinta, pensavo fosse un po’ da «disabili» e invece… è ancora meglio!!! È diverso perché le carrozzine sono bloccate su una pedana, sei davanti alla tua avversaria e non puoi indietreggiare, puoi solo attaccare, e a me piace attaccare!

Mi diverto di più e soprattutto tiro ancora meglio di prima. Sogno di andare alle Paralimpiadi! Purtroppo è troppo tardi per qualificarmi per Londra. I miei amici Francesca (Porcellato), Alex (Zanardi), Giusy (Versace) e Oscar (Pistorius) me lo ripetono sempre: la Paralimpiade è un’esperienza indescrivibile, di sport e di vita. L’atmosfera, le persone, gli atleti e le loro storie. Sono migliaia, tutti hanno una disabilità, ma tutti sono dei grandissimi campioni: insomma, capite perché vorrei proprio andarci, in qualunque modo. Ne ho parlato anche con Valentina (Vezzali): se lei porta la bandiera, io le porto la sacca con i fioretti. Oppure potrei fare la porta-borracce per i ragazzi della nazionale di scherma in carrozzina! Ci siamo accordati durante i giorni di ritiro a Roma (ora sono tornata a casa e mi mancano già un sacco). O sennò, mi hanno detto che potrei andare a fare la tedofora, che sarebbe quella che porta la fiamma olimpica per accendere il braciere. Forse c’è ancora qualche posto. Sarebbe bello, eh?!? In fondo sembra facile, basta non bruciarsi…

La mia canzone preferita è «Sono un ragazzo fortunato» e lo dissi anche a Jovanotti a un concerto. Insomma, sì, sono fortunata: mi sono accorta di avere tanti amici e ogni giorno realizzo quanto è bello lo sport, e la vita. Vorrei diventare una campionessa di scherma in carrozzina. Presto inizierò il percorso per i Giochi di Rio 2016 e peccato che non si organizzerà Roma 2020 perché avevo già fatto i miei programmi: vado a Londra per divertirmi e capire, a Rio a tirare (e magari anche a correre, come mi dice Oscar, perché no?!) per il podio e a quella dopo vinco! Sarebbe fico, eh?!? Sono ambiziosa? Puó essere, ma io l’ho sempre detto, fin da quando ero in ospedale: datemi le gambe e vedrete!!! Un mega bacio,
Bebe Vio   (il 29 febbraio 2012 sul corriere.it )

Rossella Rumore

Apparentemente distratta ma attenta e curiosa, con picchi di pignoleria - da far rimpiangere la Rossella assai disordinata e sbadata - soprattutto quando si tratta di chiamare le cose con il loro nome, senza se e senza ma... Amo scoprire le sorprese della vita e il mondo a poco a poco… Il mio motto preferito è quello dei ragazzi de La Rosa Bianca: "uno spirito forte, un cuore tenero"