Lacrime di un campione

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Anche Cristiano Ronaldo può avere un sogno. La finale degli Europei lo ha dimostrato.

Si dice sia il calciatore più forte del mondo. Non tutti sono d’accordo. “Cristiano Ronaldo è forte, ma Leo Messi lo è di più”. È un dibattito eterno, che puntualmente ogni anno torna vivo e pungente. Il confronto però si risolve con l’assegnazione del pallone d’oro. Ronaldo ne ha 3, Messi 5. I numeri sembrerebbero premiare l’argentino. Eppure l’ultima stagione di CR7 potrebbe ridurre il presunto divario tra i due campioni. Cristiano, in questa stagione, ha vinto la Champions League col Real Madrid nella finale di Milano contro l’Atletico Madrid di Griezmann.
Chi l’avrebbe mai detto che, solamente qualche mese dopo, Ronaldo e Griezmann si sarebbero sfidati nuovamente per conquistare l’Europa con le rispettive nazionali?

Il cammino dei lusitani non sembrerebbe essere quello di una corazzata. Arrivati terzi nel girone, sono stati ripescati. Hanno poi vinto nei tempi regolamentari esclusivamente la semifinale col Galles. Insomma, la dea bendata aveva qualcosa da farsi perdonare in Portogallo. Ronaldo e tutto il popolo portoghese, infatti, non aspettavano miglior occasione per vincere un trofeo dopo quello sfumato negli Europei giocati in casa nel 2004 e poi vinti dalla Grecia.
Dodici anni dopo, Ronaldo non è più un ragazzino. È il capitano e leader della squadra che veste di rosso ed è pronto a dare il 101%. Di finali ne ha giocate tante, conosce la pressione, ma questa ha un gusto particolare. Forse è l’ultima grande occasione per Ronaldo per vincere un grande trofeo con la nazionale. Giocare nel Real gli permette di arrivare in finale un anno sì e l’altro pure, con la nazionale l’occasione non va sprecata.
Ecco perché Ronaldo vuole quel trofeo.

Chissà se il suo pensiero sarà andato anche a Leo Messi, reo di aver sbagliato un calcio di rigore nella sua di finale, quella della coppa America contro il Cile. Anche Messi ha vinto tanto col club, il Barcellona, ma ha sempre fallito i grandi appuntamenti con la nazionale argentina. Sono quattro infatti le finali consecutive perse da Messi e co. Il morale della Pulce ultimamente è ridotto all’osso. Leo ha dichiarato di voler abbandonare la nazionale. Senza tener conto dei problemi che sta avendo con la legge. Per Ronaldo, la situazione critica del rivale storico può essere un’occasione da non sprecare per vincere il pallone d’oro. Griezmann, sotto questo punto di vista, è un ostacolo, in quanto, è anch’egli un forte candidato all’ambito riconoscimento.

La finale inizia. Tutto sembra tranquillo. Eppure all’ottavo minuto, il francese Payet, in uno scontro di gioco, causa dolore al ginocchio di CR7, il quale tenta a più riprese di continuare a giocare. Ma il dolore è troppo. Correre diventa un’impresa. Cristiano si accascia a terra. In lacrime. Capisce la perdita che avrebbe la sua squadra senza il suo talento. Eppure si rende conto di non potere continuare in quello stato. Chiede la sostituzione. Entra Quaresma. Ma Ronaldo, prima di uscire in barella, si toglie la fascia di capitano e la mette al braccio di Nani, esperto compagno di squadra. Il gesto fa il giro del mondo. Sembrerebbe dire “Adesso tocca a te ricoprire il ruolo di leader, non ci deludere!”

Eppure l’attaccante del Real non smette di essere leader e incita dalla panchina i suoi. Il primo tempo termina sullo 0-0. Il secondo pure. Il primo supplementare? 0-0. Manca poco ai rigori, ma il neo-entrato Eder, con un destro fulmineo sorprende il portiere francese Lloris e porta inaspettatamente in vantaggio il Portogallo.
In panchina Ronaldo si trasforma in qualcosa che è più di un semplice leader, sembra un allenatore. Urla, zoppica, ma continua ad incitare i suoi. Vuole quella coppa. La vuole a tutti i costi. Non può entrare in campo, allora trasmette la sua anima ai compagni. Fino al fischio finale dell’arbitro. Un altro urlo, altre lacrime, ma di liberazione. Il Portogallo è campione d’Europa. Ronaldo è campione d’Europa! A differenza di Messi e Griezmann ha vinto un trofeo con la sua nazionale e nessuno potrà togliergli questo quarto pallone d’oro. E probabilmente nessuno saprà mai, nonostante i contratti milionari e gli innumerevoli trofei, cosa prova Cristiano Ronaldo mentre alza la coppa appena vinta da capitano.

Francesco Pirrotta

Sono uno studente di ingegneria. Amo la matematica, la lettura, la scrittura, l'attualità, lo sport e la politica. Sono un sognatore: sto coi piedi per terra, ma con gli occhi all'insù. La penna, per me, è solo uno dei modi che ho per migliorare il mondo.