Lady Bird

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Il primo film di Greta Gerwig vola agli Oscar con cinque nomination

Lady Bird è il primo film scritto e diretto da Greta Gerwig, conosciuta soprattutto per le collaborazioni in qualità di attrice con Noah Baumbach nei film Lo straordinario mondo di Greenberg e Frances Ha. La pellicola, dopo essersi aggiudicata due delle prestigiose statuette dei Golden Globe per miglior film e migliore attrice in una commedia o musical, ha ottenuto ben cinque nomination agli Academy Award 2018 per il miglior film, miglior regia, migliore attrice protagonista e non protagonista e infine miglior sceneggiatura originale. Lady Bird sarà disponibile nelle sale italiane dall’1 marzo.

Christine “Lady Bird” McPherson (interpretata da Saoirse Ronan) è una stravagante adolescente all’ultimo anno di liceo, ambiziosa, testarda, supponente, sognatrice: il suo grande sogno è quello di studiare arte in una facoltosa università dell’East Coast, possibilmente a New York, il fulcro della cultura americana. La meta sembra incredibilmente distante: lei è una studentessa mediocre, disobbedisce continuamente alle ferree regole della scuola cattolica che frequenta, parla senza riflettere e in circostanze inopportune. Non sembra avere chance di essere ammessa in nessuna università della Ivy League. Decide di frequentare un corso di teatro per accumulare crediti, ma nemmeno qui sembra eccellere.

Si aggiungono a questo le difficoltà economiche della famiglia: il padre, appena licenziato, crolla nella depressione e spetta alla madre Marion (vera stella del film, Laurie Metcalf) tenere in piedi la famiglia. Tra madre e figlia c’è un rapporto estremamente conflittuale: Lady Bird, nel tipico vittimismo adolescenziale, si sente chiusa in gabbia dalla donna che le impedisce di realizzare i suoi sogni, si sente continuamente criticata e messa sotto accusa. Il loro è un rapporto fatto di liti e frecciatine pungenti, ma che sotto sotto cela un grande amore.

Lady Bird è una commedia a sfondo autobiografico: Gerwig ha infatti deciso di ambientare il film nelle vie di Sacramento, in California, sua città d’origine e dove ha trascorso l’adolescenza. Come Lady Bird, anche lei ha frequentato un liceo cattolico e femminile per poi trasferirsi a New York, dove ha iniziato a recitare in film in stile mumblecore, corrente del cinema americano indipendente, caratterizzata da bassissimi budget, dall’attenzione ai dialoghi e alla vita sentimentale di ventenni e trentenni.

Nonostante questo, Lady Bird non ha nulla di originale: è il classico film sull’adolescenza con i primi amori, le liti con i genitori, il bisogno di indipendenza, l’odio per la propria piccola e noiosa città, il pericolo delle amicizie distrutte. La tipica ragazza che crede di avere tutto il mondo contro di sé, che crede di essere migliore di tutti gli altri e che proprio per questo tutto le sia dovuto. I propri sogni prima di chiunque altro. Sebbene l’interpretazione di Saoirse Ronan sia convincente e di alto livello, non riesce a emozionare e incatenare lo spettatore allo schermo.

L’unica novità importante di questa pellicola è il ruolo della madre come capofamiglia e figura di riferimento, ruolo che quasi sempre nei cliché del genere è affidato alla figura paterna. Qui invece Marion si assume la responsabilità dell’intera famiglia e incarna uno dei lati più difficili e drammatici della maternità: quello di essere amica, guida ed educatrice durante il periodo nero dell’adolescenza. Molto realistici sono i dialoghi tra Christine e Marion: una arrogante e l’altra ipercritica, nei loro numerosi viaggi in macchina gridano e litigano, sempre celando il profondo amore che le lega.

La regia di Greta Gerwig è sobria e pulita, segue una linea naturalistica riducendo al minimo il trucco dei suoi giovani attori per mostrare le imperfezioni dei loro volti adolescenziali. La fotografia di Sam Levy gioca molto sui colori sbiaditi, come le foto dei vecchi annuari. La colonna sonora ha un tono malinconico sulla scia delle canzoni di Alanis Morissette e Ani di Franco.

Se è comprensibile e apprezzabile la candidatura delle due attrici, Saoirse Ronan e Laurie Metcalf, non lo è assolutamente quella per il miglior film e la miglior regia. È risaputo che le nomination agli Oscar svolgono anche un ruolo politico e dopo la polemica scoppiata ai Golden Globe, dove Natalie Portman, consegnando il premio al miglior regista, ha sottolineato con sarcasmo la mancanza di una candidatura femminile, l’Academy ha deciso di correre ai ripari. Greta Gerwig è la quinta donna in assoluto a ricevere questa nomination, la prima dal 2010, quando Kathryn Bigelow ha vinto la statuetta per The Hurt Locker. Quest’anno c’è stata anche la prima candidatura di una donna per la miglior fotografia, Rachel Morrison per Mudbound. Sono sicuramente delle importanti conquiste per il mondo femminile, ma non sembra che Lady Bird possa reggere il confronto con i ben più meritevoli The Shape of Water e Three Billboards Outside Ebbing, Missouri.

Studio filosofia all'Università di Padova. Adoro leggere, scrivere, viaggiare, Kant, ma solo due volte mi sono davvero innamorata: la prima, quando sono salita su un palcoscenico per il primo spettacolo e ho deciso che avrei trascorso la mia vita in un teatro; la seconda, quando ho messo piede al festival del cinema di Venezia. Amo lasciarmi emozionare e turbare da quello che vedo, amo cercare il senso delle cose, delle azioni, delle parole. Come diceva De Filippo: "Il Teatro (e il Cinema, aggiungo io) non è altro che il disperato sforzo dell'uomo di dar un senso alla vita".