L’alba del pianeta delle scimmie

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Un film di Rupert Wyatt. Con James Franco, John Lithgow, Freida Pinto, Brian Cox, Tom Felton. Titolo originale Rise of the planet of the apes. Avventura, durata 105 min. – USA 2011. – 20th Century Fox uscita venerdì 23 settembre 2011

L’arroganza dell’uomo provoca una catena di eventi che è la causa dell’intelligenza delle scimmie e di un cambiamento nel nostro ruolo di specie dominante il pianeta. Caesar, la prima scimmia intelligente, viene tradita dagli uomini e si ribella per condurre la propria spettacolare razza alla libertà e alla resa dei conti con l’Uomo.

La chiave di lettura del film è suggerita dal sottotitolo: “L’evoluzione diviene rivoluzione”. Il film è infatti strutturalmente suddiviso in due parti: la prima in cui vengono descritti l’evoluzione della scimmia e gli studi del ricercatore Will Rodman e la successiva in cui la diversità e la sindrome del mostro vissute dalla scimmia chiamata Caesar, splendidamente animata da Andy Serkis, creano i presupposti per una insurrezione degna di Spartacus. Presto la storia del giovane scienziato con troppi sogni lascia dunque il passo a quella della scimmia ribelle ed è nella transizione fra questi due atti che si realizza la svolta del film: una rivoluzione del punto di vista, che rovescia il posto dei buoni e dei cattivi rispetto alla saga originale.

Si definisce pertanto una sorta di dialettica schiavo-padrone, per cui il film gioca a far finta di essere schiavo della saga originale e dei cliché del cinema di fantascienza per poi mostrarsi perfettamente padrone della messa in scena attraverso l’impiego massiccio di effetti visivi e di tecniche d’avanguardia di performance capture.

Ciò che rimane dei 105 minuti di visione è soprattutto una manciata di riflessioni sul valore della vita (umana e animale) e sull’esigenza (o meno) del moderno mito di un progresso perenne e irreversibile che, se non ordinato con intelligenza, rischia di retrocedere e perdere il frutto delle sue conquiste.

L’ambiguità del personaggio interpretato da James Franco, appassionato e generoso quanto ambizioso e ingenuo, sintetizza al meglio questo dilemma quasi ponendo allo spettatore la fatidica domanda: tu da che parte staresti?

 

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Studente di ingegneria, appassionato di cinema e musica.