L’amore dei trapezisti

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L’amore vero, costruito giorno dopo giorno, eppure al tempo stesso folle e magico

Una volta quand’ero piccola sono andata al circo. C’era una forte aria di festa, colori sfarzosi, odore di popcorn e tanta gente, tanti sorrisi. Si respirava un clima di serenità come poche volte capita nella vita.
Sono entrata nel tendone con le righe rosse e bianche e ho preso posto a sedere, attendendo l’inizio dello spettacolo. Durante la serata si sono succeduti uno dopo l’altro i numeri dei vari artisti circensi, ma ce ne fu uno che mi colpì in particolar modo: il numero dei trapezisti.

Erano un uomo e una donna, lui muscoloso e statuario, lei atletica eppure esile e aggraziata, molto belli entrambi. Fecero l’inchino e si diressero al trapezio. Il numero fu un alternarsi di salti mortali, capriole, prese nel vuoto, piroette, avvitamenti eseguiti tra gli occhi increduli degli spettatori e il loro fiato sospeso. Rimasi incantata da quell’esecuzione. Tuttavia con il passare del tempo, come spesso capita, dimenticai quell’evento presa dalla frenesia quotidiana e non ci pensai più.
Diversi anni dopo sognai ciò che avevo visto tempo addietro. Le immagini erano sfocate e confuse, tipiche della dimensione onirica, ma li potevo distinguere i due trapezisti, vedevo i loro movimenti, le loro acrobazie e paradossalmente vidi in maniera più chiara cose che dal vivo non avevo minimamente notato. Vedevo i loro sguardi, e percepivo nell’aria una forte intesa, una forte complicità. Mi svegliai e smisi di pensarci, ma col passare delle ore acquisii lucidità e ricordai ciò che avevo sognato durante la notte.

Riflettei su quanto amore dovesse esserci tra loro. Ma non quell’amore iniziale che ti fa sentire le farfalle nello stomaco e il mondo fuori dalla finestra ti appare roseo e profumato. L’amore vero, costruito giorno dopo giorno, dotato di lunga durata e stabilità, eppure al tempo stesso folle e magico. Basato sulla reciproca fiducia, perché in fondo è questo il primo mattone. Quello fatto di impegno e sacrificio, che resiste al tempo e alla distanza; quello che ti fa vedere le cose da un’altra prospettiva, dove ci sono idee diverse ma dove si è disposti all’ascolto ed eventualmente a cambiare il proprio punto di vista.
Quello in cui non conta chi alza di più la voce per sovrastare l’altro, ma dove la vera saggezza sta nel fare un passo indietro per trovare insieme un compromesso; quello in cui non conta quante moine ci si fa a vicenda, manco fosse una gara, ma in cui i piccoli gesti e le discrete attenzioni fanno la differenza. In cui le farfalle sono dovute al fatto di fare qualcosa che si ama insieme, che rende ancora più solido il rapporto.

Quello in cui non conta la perfezione, i capelli perfettamente in piega, il vestito super elegante, ma dove si accettano i difetti dell’altro e le imperfezioni, perché l’amore è talmente grande da amare anche quelli. Quello che tutti sperano di trovare fuori dalla porta di casa, in maniera inaspettata, pronto a mettergli a soqquadro la vita. E mi sono chiesta se alla fine un amore del genere capita a tutti, ma non ho trovato risposta, mi sono solo limitata a riprendere il mio cammino, sperando di incontrarlo dietro l’angolo.

Rossella Azzara

Sono una studentessa universitaria con la passione per la scrittura e la lettura, il cibo, la natura e tutto quello che ha a che fare con l'arte: dalla fotografia al disegno, alla scultura e all'architettura. Mi piace mettermi in gioco, scoprire nuove cose, ma soprattutto mi piace passare il tempo con persone che mi influenzino positivamente.