L’amore e gli stracci del tempo

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Guerra e amore. Un binomio sempre suggestivo in letteratura. Ed eccone un altro caso: L’amore e gli stracci del tempo, di Anilda Ibrahimi. La guerra è quella che ha sconvolto i Balcani negli anni ’90 del secolo scorso, l’amore è quello di Zlatan e Ajkuna, serbo lui, kossovara lei. Figli di due amici e colleghi, i due ragazzi crescono insieme, si innamorano e si promettono fedeltà perenne. Ma hanno fatto i conti senza l’oste. E l’oste è il cieco nazionalismo malato di chi vuole imporre il proprio dominio senza rispettare le minoranze, e anzi con il cieco sogno di spazzarle.

Giungono i militari e portano via Zlatan, costretto a combattere una guerra in cui non crede. Vengono i miliziani serbi e strappano Ajkuna, appena diciottenne, alla sua famiglia. Così le loro strade si separano. Le vie del destino portano Zlatan in Italia, dove grazie alla sua determinazione e agli aiuti per i rifugiati politici riesce a ricostruire una nuova vita; Ajkuna invece si ritrova in Svizzera grazie alle cure di Jacqueline, una infermiera che la trova moribonda in un ospedale di guerra e la porta con sè.

I due amanti di un tempo si cercano, si vogliono, ma intanto fanno nuovi incontri ed esperienze, si industriano per condurre una vita dignitosa, si interrogano sul senso del loro amore forte e triste.

«Parlo ancora dei Balcani perché ci sono tanti aspetti che ho voglia di esplorare. È lo scompiglio, lo sconvolgimento della guerra e il ripartire ogni volta, che sembra sempre l’ultima ma l’ultima non è, che mi incuriosiva» ha detto l’autrice, albanese anche lei, in una intervista. E in effetti questo libro è una babele di personaggi con storie rocambolesche e molto umane.

Mentre i governi, i gruppi terroristici, i movimenti indipendentisti cercano con la violenza di modificare gli assetti politici dei Balcani c’è un sottobosco di persone semplici checercano di sopravvivere e di condurre la loro esistenza con dignità. Come piccole barchette sbattute dalle tempeste che non vogliono abbandonare la loro rotta. Ed è questa fedeltà, questa forza d’animo che resta come messaggio forte alla fine della lettura. Una bella immagine è quella di Ajkuna alla stazione. “Arriverò forse domani mattina” le aveva detto Zlatan quando studiava a Belgrado. Ma poi per imprevisti vari arriva al pomeriggio. La trova sulla panchina della stazione polverosa degli autobus, quasi pietrificata. Si abbracciano. “Mai più dovrai aspettarmi così a lungo, promettimi che non lo farai!” le dice lui. “E che altro dovevo fare” risponde Ajkuna con un filo di voce e un abbandono totale.

Ma la vita è dura, e questa fedeltà è messa a dura prova.

Dopo aver letto questo libro, quando mi capita di incontrare per strada un uomo o una donna dai tratti albanesi li guardo con occhi diversi, e penso che potrebbero essere Zlatan o Ajkuna, e immagino le sofferenze che possono avere vissuto.  E non riesco più a provare indifferenza…

 

 

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: L’amore e gli stracci del tempo
Autore: Anilda Ibrahimi
Genere: Romanzo
Editore: Einaudi
Età minima consigliata: 16 anni
Pagine: 279
Guido Vassallo

Insegno in una scuola media, ma la cosa che mi piace di più è imparare. Per questo leggo, per questo parlo con la gente e mi stupisco ogni volta dell'infinità dello spirito umano.