L’amore non ha fretta

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Era un mercante di pillole perfezionate che calmavano la sete. Se ne inghiottiva una alla settimana e non si sentiva più il bisogno di bere.
– “Perché vendi questa roba?” disse il piccolo principe.
– È una grossa economia di tempo”, disse il mercante, “Gli esperti hanno fatto dei calcoli. Si risparmiano 53 minuti a settimana”.
– “E cosa se ne fa di questi 53 minuti?”
– “Se ne fa quel che si vuole…”
– “Io”, disse il piccolo principe, “se avessi 53 minuti da spendere, camminerei adagio adagio verso una fontana…“ 

Chi di voi ha letto Il Piccolo Principe, ricorderà molto bene queste parole che Antoine de Saint-Exupéry mette in bocca al protagonista del suo splendido racconto. Vere e proprie perle di saggezza che ci vengono trasmesse dai dialoghi tra il bambino venuto da un asteroide lontano e i vari personaggi che egli incontra nel corso del suo viaggio.
Le parole che scambia col mercante di pillole che calmano la sete, oggi forse producono in noi un effetto particolare, dato che il tempo è diventato un vero tesoro che ci sfugge continuamente dalle mani.

Il tempo & la fretta
Corriamo, ci muoviamo freneticamente, le relazioni sono spesso difficili da mantenere nel tempo perché sono poco profonde e improntate ad un approccio superficiale e sbrigativo. Abbiamo la sensazione che il tempo scorra freneticamente e fatichiamo a fermarci per riflettere su ciò che facciamo. Ci siamo abituati ad avere tutto subito e per questo l’attesa a volte ci sembra quasi impossibile da sopportare: in auto, al semaforo, all’ufficio postale, all’uscita dalla metro, l’atteggiamento che traspare dai gesti delle persone è quasi sempre la fretta.
E di conseguenza, il nemico che più o meno consapevolmente cerchiamo di evitare a tutti i costi è la noia. Direi di più, l’idea che nella nostra giornata ci siano momenti vuoti, in cui non sappiamo che cosa fare, ci mette addirittura paura. Lo stile di vita contemporaneo ci ha abituato a non perdere neanche un momento facendo qualcosa che riteniamo inutile, a non fare nulla che non abbia uno scopo ben preciso. E a fuggire la noia come qualcosa di insopportabile. Le nostre giornate devono essere piene, tutto deve avere un colore, possibilmente un colore acceso, perché i colori sbiaditi sanno di vecchio, e ciò che è vecchio non ci piace.
Eppure siamo spesso insoddisfatti, e questo correre continuamente dietro alle cose da fare, ci lascia dentro un certo senso di vuoto. Come mai? Per quale motivo la vita frenetica ci attrae così tanto ma allo stesso tempo sentiamo il desiderio di qualcosa di più profondo che ci dia una soddisfazione maggiore?
Qualche mese fa ho scoperto che da alcuni anni viene promossa la Giornata mondiale della lentezza. In realtà è un’iniziativa ancora poco conosciuta ma sono convinto che nei prossimi anni saranno tante le persone che almeno una volta all’anno proveranno a fermare il ritmo della loro vita e, chissà, magari estenderanno questo stile di vita anche alle giornate successive a quella “della lentezza”.
Iniziative come questa, oppure il desiderio di andare a vivere fuori città, sono il segnale che sentiamo il bisogno di fermarci, di rallentare il ritmo della nostra esistenza; eppure la noia, che della lentezza è come una sorella inseparabile, ci mette paura.

Annoiarsi assieme
Pensiamo alle relazioni tra di noi. Ci è mai capitato di trovarci con una persona che amiamo – un amico, la ragazza, il ragazzo – e provare il timore di rimanere senza parole, senza sapere che cosa dire, senza sapere che cosa fare?
Lo scorso anno, durante un incontro con un gruppo di liceali siciliani, una ragazza mi ha chiesto: “Come si può impiegare il tempo con il proprio partner di coppia senza annoiarsi?
E chi l’ha detto che annoiarsi sia un male? E’ stata la prima cosa che le ho risposto. Se ci pensiamo bene, la noia è la fiamma che alimenta il desiderio. Se non ci annoiamo, se siamo abituati ad avere tutto subito, paradossalmente la capacità di desiderare si atrofizza. E’ come avere la strada sempre in discesa: se non sforziamo mai i muscoli delle gambe, questi non si svilupperanno mai. Le salite ci mettono paura, le scale ci fanno faticare; eppure, se non ci fossero, rimarremmo con dei muscoli rachitici, atrofizzati appunto.
La stessa cosa possiamo dire della noia. Se tutti i nostri desideri vengono immediatamente soddisfatti, finiremo per non desiderare più nulla. Finiremo per perdere la capacità di aspirare a qualcosa di grande. Forse è anche per questo che molti adulti non sanno più sognare?
“Annoiatevi – continuavo a dire a quella ragazza -. Tu ed il tuo ragazzo annoiatevi e vi ritroverete felici. Se vi annoierete avrete una gran voglia di sognare.”
La fretta è un grande nemico dei rapporti umani, soprattutto nelle relazioni tra due persone che si amano. Nella mia terra, quando si desidera capire quanto tempo ci vuole perché una persona finisca di fare una determinata cosa, si dice: “quanto tempo devi perdere ancora”? Anche se magari quella persona sta facendo qualcosa di molto importante e prezioso…
E che cosa c’è di più importante e prezioso di una relazione di amore o amicizia tra due persone? E allora che ben venga il saper “perdere” tempo con le persone che ci stanno a cuore! Non abbiamo fretta di bruciare le tappe. Stare, “perdere tempo” con chi si ama è bellissimo. La noia, nel rapporto con il proprio partner, ce lo fa gustare in maniera unica. Ce lo fa scoprire e amare poco a poco. E invece la fretta spegne l’amore. Succede come una rosa chiusa che, per l’impazienza di affrettare i tempi, la si forza con le mani a sbocciare prima; forse diventa più bella ma quanto dura questa bellezza se poi la rosa muore prima del previsto?

Una storia che si sviluppa nel tempo
Se ci pensiamo, anche il modo di dire che usiamo per indicare una relazione di amore con una persona, cioè “avere una storia”, ci dice che abbiamo bisogno di tempo. La storia, qualsiasi storia, si dà nel tempo, richiede tempo, altrimenti non sarebbe una storia ma un fatto circoscritto. La storia è un insieme di fatti che si susseguono nel tempo.
Anche una storia d’amore segue la stessa regola: è nel tempo che si sviluppa quel clima di conoscenza reciproca che a poco a poco fa maturare la confidenza e la disponibilità ad aprirsi l’uno verso l’altro. E la confidenza che cresce permette di condividere la propria intimità in maniera sempre più profonda fino alla condivisione totale di sè, anche nel corpo, tipica della comunione piena di chi si è dato all’altro per sempre.
Tutto questo è difficile, perché come scrivevo prima, i messaggi che ci arrivano dall’esterno ci spingono a volere tutto subito. Ma spesso le storie che nascono in fretta si concludono anche in fretta. E ci lasciano insoddisfatti.
Ricordate il film “I passi dell’amore”? I due protagonisti si inseguono non senza fatica e solo dopo molti ostacoli riescono a coronare il loro sogno di essere uniti per sempre. D’altra parte ogni storia d’amore duratura richiede sempre del tempo per maturare e diventare solida. Aspettare e non avere fretta, aiuta a sognare un amore grande e aiuta a riservare le giuste manifestazioni dell’amore alle diverse tappe della storia.
Come la rosa, che ha bisogno del giusto tempo per sbocciare.
Insomma, non è forse vero che possiamo fare nostre le parole con cui il piccolo Principe risponde al mercante di pillole, che tutto sommato è più bello camminare adagio adagio verso una fontana?

Articolo pubblicato sul numero di ottobre di Dimensioni Nuove

Saverio Sgroi

Educatore con una grande passione per tutto quello che riguarda il mondo dei giovani, dai quali non finisco mai di imparare. Per loro e con loro mi sono imbarcato su questa nave di C&V, di cui sono stato il “capitano” fino alla fine del 2016. Poi ho lasciato la barca ai più giovani, con la convinzione che sapranno condurla verso porti sempre più prestigiosi.